Un lettera per dire grazie ai tanti volontari che ogni giorno si occupano delle persone in difficoltà che vivono nella diocesi di Nola. A scriverla è il pastore della chiesa nolana, Monsignor Beniamino Depalma.
All’indomani delle ultime vicende di corruzione che hanno interessato la capitale, il Vescovo di Nola, Monsignor Beniamino Depalma, ha tratto spunto per scrivere una lettera ai volontari che animano la Caritas diocesana.
Il messaggio è un ringraziamento che il presule della diocesi dedica ai numerosi volontari che quotidianamente assistono i meno fortunati, spendendo il loro tempo nelle strutture locali Caritas. La Caritas Diocesana di Nola, infatti, che è diretta da don Arcangelo Iovino e coordinata da un’equipe di volontari che segue uno specifico percorso di formazione per il servizio ai poveri, opera sul territorio presso le Caritas parrocchiali e attraverso i centri pastorali di Pomigliano d’Arco e San Giuseppe Vesuviano, luoghi in cui ogni giorno vengono complessivamente accolte centinaia di persone in difficoltà.
Il messaggio è altresì un augurio per il prossimo Natale e un invito a riflettere sulle responsabilità del volontariato e dell’aiuto ai poveri.
>Carissimi volontari della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali,
in questi giorni il mio pensiero corre spesso a voi! Penso alle vostre mani pulite e operose, ai vostri cuori liberi e generosi, al vostro gratuito servizio ai poveri. Più leggo le cronache provenienti da Roma, più avverto il desiderio di scrivervi per dire, con gratitudine, che siete voi i veri e sinceri promotori della dignità dei poveri.
Ciò che i pubblici ministeri di Roma stanno scoprendo ci lascia senza parole. Il disagio sociale, la povertà e l’immigrazione sfruttate come strumento per l’arricchimento personale. Politicanti, affaristi, manager del Terzo settore e criminali uniti per lucrare su appalti pubblici che avrebbero come unico fine quello di sollevare dal degrado i più bisognosi e integrarli nel tessuto sociale. Con il Papa gridiamo “I poveri non siano occasione di guadagno”, sull’esempio di don Lorenzo Milani, nel 90esimo anniversario della sua nascita, ricordiamo a tutti che i poveri devono essere serviti e che di loro non ci si può servire. Come san Giovanni Bosco siamo convinti assertori del principio per cui “il bene va fatto bene”.
Lo sgomento di queste ore non deve però aprire la strada alla rassegnazione. Mi rivolgo a voi, volontari tutti dei servizi Caritas, per chiedervi di essere sentinelle attente del mondo della povertà. Al vostro impegno materiale unite anche la capacità di individuare e denunciare quelle realtà che si avvicinano al disagio per un mero interesse privato ed economico, a quelle realtà che ammantano di valori positivi lo spregevole tentativo di arricchirsi a danno delle persone assistite e talvolta dei loro stessi lavoratori.
Gesù Cristo è stato il primo a metterci in guardia dalla grande tentazione di usare il bene per gratificare se stessi. I padri della Chiesa hanno sviluppato ampiamente questo tema, ammonendoci su un rischio reale: il servizio agli ultimi può facilmente trasformarsi, prima ancora che in affare economico, in una conscia o inconscia autoesaltazione. L’antidoto è una ricca vita interiore che riconduca tutto all’iniziativa di Dio, stimoli continuamente la coscienza e alimenti la capacità di sentirci parte di un tutto, non eroi solitari: “Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17, 5-10).
Amici carissimi, vi giunga dunque, in questo clima d’Avvento, la mia stima personale e il “grazie” di tutta la Chiesa alla vigilia di giorni che vi vedranno sottratti al calore dei vostri cari per regalare un decoroso Natale a tante persone in difficoltà: la vostra testimonianza sia un pungolo nella coscienza di chi, a vari livelli, spadroneggia sul denaro pubblico destinato ai servizi sociali. E allo stesso tempo, gli occhi dei poveri che serviamo siano per noi l’acqua in cui depurare i nostri piccoli e grandi egoismi.
Di cuore, buon Natale a voi e alle vostre famiglie!





