Jobs act e Sblocca Italia: paralizzate le vie del centro e la tangenziale. Tra i leaders della protesta i Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat.
Stanno lottando insieme agli studenti di Napoli, ai tantissimi precari e disoccupati. Stamattina sono stati i primi a scavalcare i guardrail per andare ad occupare la tangenziale di Napoli. Nella giornata contro il governo Renzi, lo Sblocca Italia, il Jobs Act, l’abolizione dell’articolo 18, i Cobas, il comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat di Pomigliano e di Nola, sono scesi in piazza al fianco di operai, precari, studenti e disoccupati nella capitale del Mezzogiorno.
Migliaia di persone, probabilmente più di diecimila, hanno manifestato per quasi tutta la giornata nel capoluogo partenopeo per dire no alle politiche sempre più neoliberiste e draconiane del sistema di potere italiano. In prima fila c’erano Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella e tutti gli altri operai della Fiat di Pomigliano e di Nola licenziati l’estate scorsa per aver manifestato contro Marchionne con una serie di azioni pacifiche, in salsa molto napoletana. Fantocci impiccati, bare e lumini accesi per protestare contro i suicidi dei cassintegrati Fiat e le decisioni in materia industriale e contrattuale dell’amministratore delegato della Fiat, adesso tanto vicino al presidente del Consiglio.
Una testimonianza, questa dei Cobas Fiat, che è stata un po’ l’emblema di una giornata di proteste che a Napoli come nel resto d’Italia è stata di quelle tese, particolarmente dure. Basti pensare che la principale arteria di collegamento della città partenopea , la tangenziale, è rimasta bloccata per quasi tutto il giorno dal corteo dei manifestanti anti Renzi & co.
(Fonte foto: Rete Internet)

