Continuano le proteste affinchè la via della cultura ritorni a essere com’era un tempo.
Appena dopo lo sgombero degli espositori dei libri, Port’Alba è diventata, di notte, un parcheggio abusivo, contrariamente alle elementari logiche di sicurezza che dovrebbero caratterizzare l’area del centro storico di una città. La presenza dei vigili urbani nei giorni scorsi ha però inibito gli approfittatori, rappresentando un primo passo verso la “ripedonalizzazione” e la sicurezza della strada.
I commenti sulle pagine dei social dedicate a Port’Alba sono carichi di delusione, rabbia e amarezza. “Città allo scatafascio. Grazie sindaco per aver contribuito a distruggere la povera Napoli. La tanto amata città” e ancora “la fine …. una vergogna allucinante. VERGOGNA.”
Nei giorni scorsi gruppi di studenti e non solo, pendolari e residenti, si sono dati appuntamento per protestare contro le multe alla cultura, organizzando sit-in e catene umane, con libri in mano urlando a gran voce “Nessuno tocchi Port’Alba”, inoltre è stata organizzata una petizione per raccogliere firme in modo da far diventare la via un vero e proprio borgo letterario, un’area destinata a tal fine e, dunque, preservata e tutelata.
Port’Alba è la cultura a portata di tutti, questo non si deve dimenticare.
Se si volesse trovare sostegno in una legge che tuteli il diritto di tutti alla cultura si potrebbe citare il fondamentale principio di uguaglianza citato dall’art. 3 della Costituzione, che recita: “>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“.
Togliere le bancarelle dei libri usati da Port’Alba significherebbe minare la possibilità per le persone meno abbienti di leggere e di acculturarsi, multare la cultura significherebbe snaturare il centro storico di Napoli e stroncare quanto di bello e fiorente possa nascere da una civiltà. Per riprendere le parole del grande Nelson Mandela “L’istruzione è l’arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo” e Napoli non può lasciarsi disarmare. Il suolo pubblico deve essere concesso in maniera gratuita ai librai i quali scrivono sui social: “Ora grazie ai giornali e alle persone che ci stanno dimostrando la loro solidarietà con i fatti siamo in una fase di attuazione di queste soluzioni. Dopo la convocazione al Comune dei giorni scorsi con l’assessore Panini e i suoi attenti collaboratori, stiamo presentando i documenti richiesti per una prima occupazione momentanea (con banchetti mobili) in attesa di un “progetto d’ambito” uniforme per tutti i librai che speriamo venga attuato a breve”.
Intanto la petizione, espressione della voce del popolo, ha superato le 5000 firme segno tangibile del fatto che Napoli e i napoletani vogliono che Port’Alba ritorni ad essere il fiore all’occhiello del centro storico e culturale di Napoli.





