domenica, Aprile 26, 2026
17.6 C
Napoli

NUOVI REATI. ATTENTI A FACEBOOK!

Il famoso social network è uno strumento che se usato in modo poco accorto fa incorrere nel reato di diffamazione, con conseguente pena di reclusione e diritto di risarcimento.

Impossibile non conoscerlo, impossibile non averne sentito parlare, difficile non essere rimasti affascinati ed in qualche caso anche rapiti: Facebook è il social network di ultima generazione, che da un anno a questa parte spopola tra giovani e meno giovani, consentendo a chiunque si iscriva di rimanere in costante contatto con amici e parenti, ovunque ci si trovi.

Tralasciando i vantaggi in termini socio-comunicativi connessi all”uso dello strumento virtuale, non sono invece altrettanto chiari ai più i rischi, talvolta anche notevoli, connessi all”esporsi in prima persona con il proprio nome e cognome, foto, dati sensibili ed opinioni.
Difatti sia per superficialità, che per scarsa dimestichezza con il mezzo virtuale, si è indotti a pensare che il nostro mondo rimanga appannaggio di una schiera di pochi eletti, ignorando che attraverso Facebook mettiamo letteralmente “in piazza” la parte più intima di noi.

Di recente, una giovane madre si è rivolta al legale per esporre una questione delicatissima: i rapporti tra lei e l”ex marito, dal quale ha avuto una figlia oggi adolescente, sono incrinati da moltissimi anni. Il padre della ragazza, difatti, si disinteressa completamente dell”educazione della figlia, nonchè del suo mantenimento e di tutto quello che la legge, e non solo quella, impone faccia un padre.
Un giorno la figlia minore V., curiosando su Facebook riesce a rintracciare suo padre che, iscritto al social network con tanto di nome e cognome, fa bella mostra di sè utilizzando una foto in cui appare al fianco di una nuova compagna, assieme al bambino avuto da quest”ultima.

La reazione della ragazza è immediata: attraverso un messaggio di posta chiede al padre il perchè di tanto rancore, di tanta assenza, dei lunghi silenzi durati anni ed anni.
Ne segue una conversazione privata nella quale il padre, dimenticando di parlare con una ragazzina di 15 anni che inoltre è sua figlia, si lascia andare ad ogni tipo di commento su quest”ultima, su una sua presunta nomea nel paese in cui vivono, sulla famiglia dell”ex moglie nonchè madre della giovane. Con uno stato d”animo che è difficile anche solo immaginare, la conversazione tra V. ed il padre sembra essere finita lì.

L”indomani un”amara sorpresa attenderà V.: suo padre, lo stesso padre assente per anni, incurante della sua vita, dei suoi sogni di adolescente, dei suoi desideri, le ha scritto un messaggio sulla bacheca di Facebook, consentendo che tutti i suoi amici riescano a leggerlo.
Nel messaggio il “padre” ingiuria V. in tutti i modi: fa riferimento a fantomatiche condotte illecite di tipo sessuale, afferma che la ragazzina gli ha rubato dei soldi (!), che non ha il diritto di portare il suo cognome e che solo il figlio, nato dalla nuova relazione, può avere questo privilegio.

Quale tempesta emozionale può causare un comportamento simile in un”adolescente, esposta al giudizio di compagni di classe ed amici a causa delle affermazioni del proprio padre naturale? Se quantificare i danni appare difficile, almeno in questa fase, è chiaro invece il da farsi dal punto di vista giuridico.

Chiunque utilizzi Facebook in maniera illegale, difatti, può incorrere nel reato di diffamazione che, nella sua forma aggravata, prevede pene edittali fino a tre anni di reclusione, con annesso diritto al risarcimento nei confronti della parte lesa. Tale è il rischio al quale il padre di V., con la sua condotta superficiale e molesta, si è esposto ingiuriando la propria figlia.

Si tenga presente poi che la condanna in sede penale può conseguire anche alla pubblicazione di foto imbarazzanti o lesive dell”altrui reputazione, a prescindere dal fatto che la parte abbia prestato il consenso, posto che l”utilizzo nocivo di queste è sempre illecito. Per i pubblici dipendenti, poi, i rischi sono doppi: per questi l”utilizzo di Facebook sul posto di lavoro e nell”orario di servizio potrebbe integrare, pacificamente, il delitto di peculato. (mail: simonacara@libero.it)
(Fonte foto: Rete Internet)

ALTRI ARGOMENTI TRATTATI

In evidenza questa settimana

Somma Vesuviana e Cercola, 25 aprile tra cortei e riflessioni

Riceviamo e pubblichiamo:  La lotta di Liberazione – ha affermato...

La trasmissione del canto liturgico nelle Chiesa d’Occidente: Tractus Deus, Deus Meus

Benvenuti al quattordicesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi...

Somma al voto, A Testa Alta: “Con Silvia Svanera per ricostruire fiducia nelle istituzioni”

Riceviamo e pubblichiamo Da oggi il cambiamento vero nella nostra...

Somma al voto, Il Pd presenta la lista: “rinnovamento e giovani per sostenere Silvia Svanera

Riceviamo e pubblichiamo   Il Partito Democratico di Somma Vesuviana presenta...

Argomenti

Somma Vesuviana e Cercola, 25 aprile tra cortei e riflessioni

Riceviamo e pubblichiamo:  La lotta di Liberazione – ha affermato...

La trasmissione del canto liturgico nelle Chiesa d’Occidente: Tractus Deus, Deus Meus

Benvenuti al quattordicesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi...

Somma al voto, A Testa Alta: “Con Silvia Svanera per ricostruire fiducia nelle istituzioni”

Riceviamo e pubblichiamo Da oggi il cambiamento vero nella nostra...

Somma al voto, Il Pd presenta la lista: “rinnovamento e giovani per sostenere Silvia Svanera

Riceviamo e pubblichiamo   Il Partito Democratico di Somma Vesuviana presenta...

Somma Città D’Arte schiera due indipendenti del Pd a sostegno di Silvia Svanera

Riceviamo e  pubblichiamo Il movimento civico "Somma Città d'Arte", guidato...

Somma Vesuviana al voto, depositate le due liste a sostegno di Giuseppe Nocerino Sindaco

Riceviamo e pubblichiamo In vista delle elezioni amministrative del 24...

Somma Vesuviana al voto, Silvia Svanera: “E’ il momento di cambiare rotta”

Riceviamo e pubblichiamo Dopo anni di impegno, radicato nel territorio,...

Related Articles

Categorie popolari

Adv