Luigi Terracciano fu arrestato il 18 dicembre, i militari lo prelevarono dal suo ufficio pochi giorni dopo che a finire in manette era stato l’ex sindaco Esposito al quale invece resta applicata la custodia domiciliare.
La Procura di Nola ha accolto la richiesta degli avvocati Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio, difensori del funzionario comunale Luigi Terracciano, revocandogli gli arresti domiciliari, misura alla quale era sottoposto dal 18 dicembre scorso, giorno dell’arresto avvenuto mentre era al lavoro, nel suo ufficio.
L’accusa che pende ancora sul capo di Terracciano e per la quale dovrà rispondere in tribunale è di induzione indebita a dare o promettere utilità, forma particolarmente grave di concussione. A denunciarlo il titolare della Gpn, ditta che si occupa del servizio di igiene urbana nel comune di Sant’Anastasia e subentrata alla vincitrice dell’appalto (la Gisa) solo dopo aver intentato e vinto un ricorso al Tar Campania. Il titolare della ditta, dunque, lo denunciò ai carabinieri ai primi di dicembre, sostenendo che gli avrebbe chiesto una tangente di 2500 euro mensili, accusando poi pure l’ex sindaco che avrebbe a sua volta preteso la somma di 5mila euro al mese.
Ad oggi, Carmine Esposito, difeso dagli avvocati Vincenzo Maiello e Antonio De Simone, è ancora agli arresti domiciliari dopo circa due mesi trascorsi nel carcere di Poggioreale; per la parte della vicenda che gli riguarda è competente la Procura di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Sarebbe infatti avvenuta ad Angri la richiesta di «mazzetta» stando al racconto del titolare della ditta per cui i legali di Esposito avevano già chiesto l’iscrizione nel registro degli indagati.


