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Licenziati Fiat: oggi a Pomigliano corteo non autorizzato

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Sfileranno nella città delle grandi fabbriche i cinque operai silurati dall’azienda automobilistica per aver inscenato il “suicidio” di Marchionne con un fantoccio appeso al patibolo. Ma la manifestazione non è stata comunicata alla questura.

“ Si, il corteo non è autorizzato: non abbiamo comunicato niente alla questura per nostra scelta deliberata ”. Mimmo Mignano è più che esplicito. L’operaio, 50 anni, della Fiat di Pomigliano era già stato licenziato anni fa. Poi, a giugno, è stato licenziato di nuovo, anche se non faceva più parte da un pezzo dell’organico aziendale. Un licenziamento probabilmente a scopo preventivo in caso di reintegro da parte della magistratura ( l’udienza per la riammissione in fabbrica è fissata proprio per oggi al tribunale civile di Nola ). Licenziato dunque “doppiamente” per aver inscenato il “suicidio” di Marchionne davanti al Wcl di Nola, l’impianto di cui erano dipendenti due operai cassintegrati che di recente si sono tolti la vita, Maria Baratto e Pino De Crescenzo.

Con Mignano a giugno sono stati silurati, per lo stesso motivo, altri quattro lavoratori in cassa integrazione del reparto logistico nolano, Antonio Montella, Marco Cusano, Massimo Napolitano e Roberto Fabricatore. Sfileranno tutti nel corteo non autorizzato di stamattina, in partenza alle 11 dal piazzale della vecchia stazione della circumvesuviana di Pomigliano. Con loro ci saranno i ragazzi dei laboratori politici Iskra Area Flegrea e La Scintilla e poi operai provenienti da varie realtà italiane, attivisti del Movimento Disoccupati Autorganizzati di Acerra, militanti dell’extraparlamentarismo di sinistra sparsi in tutto lo stivale. Intanto non si riesce a prevedere cosa possa succedere .

“Abbiamo deciso – spiega ancora Mignano – di non comunicare la manifestazione alle istituzioni preposte perché le stesse istituzioni consentono alla Fiat di compiere illegalità inaudite, aprendo impianti fantasma come il Wcl di Nola ed erogando all’azienda un mare di finanziamenti pubblici. Tutto questo proprio mentre gli operai in cassa integrazione eterna si suicidano o tentano di togliersi la vita e proprio mentre chi protesta contro queste ingiustizie viene licenziato per il solo fatto di aver voluto esprimere liberamente un’opinione, come quando per esempio è stato appunto inscenato il finto suicidio di Marchionne: no alla repressione politica”.

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