Si è svolta, all’ex Asilo Filangieri, la serata in favore della rete de Las Mujeres por la Paz.
Già lo scorso anno le Donne in Nero Napoli hanno portato nel nostro capoluogo la voce delle donne colombiane, organizzando una serie di incontri con Kelly Echeverry Alzate, la portavoce della Ruta Pacifica Colombiana. Tali incontri sono stati il frutto di un lungo lavoro, attraverso il quale è stata intrecciata una relazione stabile con i movimenti delle donne del paese sudamericano.
Sono decenni che questo paese dell’America latina è dilaniato da guerre interne, in cui si combattono le forze governative, le FARC, di ispirazione marxista-leninista, l’Esercito di Liberazione Nazionale, anche di ispirazione marxista, e circa 19 gruppi paramilitari, ufficialmente non riconducibili allo stato, ma che agiscono per conto delle multinazionali USA, dei narcotrafficanti e dei latifondisti. Questi gruppi, in particolare, usano estrema violenza contro i civili e sono responsabili del 75% degli abusi dei diritti umani in Colombia. La violenza contro le donne, lo stupro e la schiavitù sessuale, sono sistematiche e diffuse, mentre lo stesso governo bombarda indiscriminatamente la popolazione civile. In questo contesto il movimento delle donne contro la violenza, di genere e non, assume una rilevanza inedita.
Negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale, sviluppando strategie, tecniche, attività di contrasto alla violenza e di aiuto alle vittime, veramente senza precedenti. Dopo una serie di incontri, il 4 dicembre scorso, la rete delle Mujeres por la Paz ha sottoscritto un documento comune, un manifesto, in cui reclama il proprio posto al tavolo della pace, nelle trattative tra governo e la “insurgencia”, che si sta tenendo all’Avana a Cuba. La rete riunisce più di quaranta tra associazioni, gruppi, organizzazioni, partiti ed è un formidabile cartello: rappresenta 25 dipartimenti territoriali più il distretto di Bogotà. Dopo quello che si è detto è chiaro che la loro partecipazione al tavolo delle trattative è imprescindibile per la costruzione della pace in Colombia.
Lo scorso 31 gennaio le Donne in Nero di Napoli hanno organizzato una serata a sostegno della rete delle Mujeres por la Paz. La rete, infatti, aveva individuato questa data come giornata internazionale di solidarietà e appoggio alla loro difficile lotta.
Le loro richieste sono molto precise. Nel respingere le guerre pubbliche e private contro le donne, l’espropriazione dei territori e la privatizzazione dei beni comuni, chiedono uno sviluppo sostenibile e inclusivo, reclamano uno stato laico, garante dei diritti, rispettoso delle identità sessuali, religiose, etniche e politiche.
Le donne affermano con forza che la pace non consiste solo nel far tacere le armi, ma nel realizzare la giustizia sociale per tutti e tutte senza differenza di etnia, religione, sesso. E chiedono la “riparazione”. La richiesta della riparazione è un punto centrale. Riconoscere un diritto alla riparazione per le vittime della violenza significa riconoscere l’esistenza della violenza, il fatto che atti violenti sono stati perpetrati contro le donne e i civili indifesi e che la Colombia è stato un paese in guerra.
Dopo l’introduzione alla serata, in cui Maria Rosaria Mariniello ha spiegato la situazione in Colombia e il significato dell’incontro, è stato presentato il video “Ruta Pacifica de las Mujeres”. Nella sala dell’ex Asilo Filangieri sono entrate le immagini delle manifestazioni. Donne coi volti dipinti, in abiti coloratissimi raccontano dei dolori e delle speranze per strada e nelle piazze, parlano degli eventi tragici che hanno attraversato e delle loro richieste e rivendicazioni. Chiedono la depenalizzazione dell’aborto in tutta l’America Latina e nel Caribe, il rispetto dei diritti delle bambine e dei bambini, chiedono che l’università di Antioquia torni ad essere centro di cultura e smetta di essere un fortino militarizzato.
Si parla anche di Code Pink, il movimento statunitense contro la guerra in Iraq. Molte donne in una sequenza portano bamboline di lana appese al collo, le mostrano, le portano con sé. Sono le munecas, i simboli della loro lotta per la sopravvivenza e del loro superamento delle violenze e dei lutti, attraverso la rete e la solidarietà delle altre donne e dei movimenti.
Dopo il video ci sono state le letture, una doppia voce, in Italiano, con Susanna Poole, e in Spagnolo con Maria Tenorio, che hanno presentato testi poetesse sudamericane.
L’America latina è poi entrata di prepotenza con la musica e i canti del gruppo Los Impossibles e la serata si è trasformata in una vera festa. Il gruppo, di recente formazione, prende il nome dalla canzone “Los amores impossibles”, del Codice Saldivar, straordinario repertorio, da poco ritrovato, di musiche di secoli fa, in cui già si fondeva musica francese, italiana e sudamericana. Di loro sentiremo certamente ancora parlare.
(Fonte foto: Rete Internet)


