Presentato a Roma “Per il lavoro”, il Rapporto-proposta sulla situazione italiana elaborato dal Comitato della Cei. Papa Francesco: “Urge una riforma finanziaria”.
Il Comitato della Cei per il Progetto culturale ha elaborato un Rapporto-proposta sulla situazione italiana, intitolato “Per il lavoro”. A presentarlo, a Roma, sono stati il cardinale Camillo Ruini, già presidente del citato Comitato, il sociologo Sergio Belardinelli, il presidente del Censis Giuseppe De Rita e Michele Tiraboschi, docente di Diritto del lavoro all’Università di Modena-Reggio Emilia.
In Italia, – e questi sono i dati allarmanti – “le persone con un lavoro sono solo 22 milioni, a fronte di una popolazione di poco superiore ai sessanta milioni”. E di fatto “la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni ha solo esasperato, nella sua severità e persistenza, i precari equilibri di un mercato del lavoro poco inclusivo e storicamente condizionato da un tasso di occupazione largamente insufficiente a garantire la sostenibilità del sistema di welfare”. Davanti a una realtà così difficile, ha sottolineato nella presentazione il cardinale Camillo Ruini, la Chiesa non può restare indifferente: “Le problematiche del lavoro, come quelle dell’educazione e della demografia, sono parte costitutiva della sollecitudine pastorale della Chiesa, che concepisce la propria missione come finalizzata alla salvezza e pertanto al bene integrale dell’uomo”.
“Le proiezioni al 2020 di tutti i principali indicatori in materia di occupazione e crescita vedono l’Italia e più ancora il Mezzogiorno in una posizione di ritardo e grave difficoltà rispetto al resto d’Europa”, ha rilevato il Rapporto smentendo i facili ottimismi. A partire da una riflessione sulla crisi attuale del senso del lavoro, il documento ha tracciato un quadro approfondito della situazione italiana, focalizzandosi sulle difficoltà d’inserimento dei giovani, sui cambiamenti strutturali, sulla partecipazione delle donne. Questo documento della Cei ha gettato uno sguardo attento anche a fenomeni più specifici, come i `Neet´ (Not in education, employment or training, ossia le persone sfiduciate che non lavorano né studiano), la condizione del credito alle famiglie e alle imprese, gli investimenti nella ricerca, la partecipazione degli immigrati e il ruolo dei nuovi mezzi di comunicazione. Tutto ciò per cercare di gettare le basi di una `nuova cultura del lavoro´ che ponga la persona al centro.
Liberare il mercato del lavoro, Più formazione, Una nuova idea di produttività, Una nuova cultura del lavoro, Lotta alla precarietà: sono queste le proposte conclusive del documento sul lavoro elaborato dal progetto culturale Cei e sulle quali dobbiamo tutti, in futuro, riflettere. Anche Papa Francesco è intervenuto sulla questione sociale, proprio ieri in un discorso rivolto ad alcuni ambasciatori che hanno presentato le Lettere credenziali. Nell’attuale crisi economica, ha detto, "il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale" mentre "quello della maggioranza si indebolisce".
"Questo squilibrio – ha denunciato Papa Francesco – deriva da ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al bene comune". Papa Bergoglio ha inoltre sottolineato che "oggi l’essere umano è considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare: una deriva che si riscontra a livello individuale e sociale e che viene favorita". Il "denaro" è diventato un "idolo". "Ideologie promuovono la autonomia assoluta dei mercati e speculazione finanziaria".
C’è una "tirannia invisibile, a volte virtuale" delle leggi del mercato. È stata, questa, una ennesima denuncia del Papa, che ha chiesto "una riforma finanziaria" e aiuto ai poveri. Adesso spetta particolarmente alla politica fare presto, mettersi seriamente “al lavoro” per assicurare un lavoro “decente” a tutti e colmare il divario ricchi-poveri che questa infinita crisi sta allargando sempre più.
(Fonte foto: Rete Internet)




