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LO SPIRITO DI ASSISI

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Ad Assisi il 25° incontro tra uomini in cammino per la ricerca della verità e si impegnano perchè nel mondo prevalgano giustizia e pace. Di Don Aniello Tortora

Venticinque anni dopo i leader mondiali delle religioni torneranno ad Assisi “Pellegrini della verità. Pellegrini della pace”. A indire l’incontro ancora una volta un Papa. Il 1° gennaio scorso, al termine della preghiera dell’Angelus, Benedetto XVI ha annunciato di voler solennizzare il 25° anniversario dello storico incontro tenutosi ad Assisi il 27 ottobre 1986, recandosi pellegrino nella città di San Francesco e invitando nuovamente a unirsi a questo cammino i fratelli cristiani delle diverse Confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà.

La Giornata avrà come tema “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”. Sono stati invitati ad Assisi i rappresentanti delle comunità cristiane e delle principali tradizioni religiose e alcune personalità del mondo della cultura e della scienza che, pur non professandosi religiose, si sentono sulla strada della ricerca della verità e avvertono la comune responsabilità per la causa della giustizia e della pace in questo nostro mondo. L’immagine del pellegrinaggio riassume il senso dell’evento che si celebrerà: si farà memoria delle tappe percorse, dal primo incontro di Assisi, a quello successivo del gennaio 2002 e, al tempo stesso, si volgerà lo sguardo al futuro, con il proposito di continuare, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, a camminare sulla via del dialogo e della fraternità.

Le delegazioni partiranno da Roma, in treno, la mattina del 27 ottobre, insieme con il Santo Padre. All’arrivo in Assisi, ci si recherà presso la basilica di Santa Maria degli Angeli, dove avrà luogo un momento di commemorazione dei precedenti incontri e di approfondimento del tema della Giornata. Interverranno esponenti di alcune delle delegazioni presenti e anche il Santo Padre prenderà la parola. Seguirà un pranzo frugale, condiviso dai delegati: un pasto all’insegna della sobrietà, che intende esprimere il ritrovarsi insieme in fraternità e, al tempo stesso, la partecipazione alle sofferenze di tanti uomini e donne che non conoscono la pace.

Sarà poi lasciato un tempo di silenzio, per la riflessione di ciascuno e per la preghiera. Nel pomeriggio tutti i presenti in Assisi parteciperanno a un cammino che si snoderà verso la basilica di San Francesco. Sarà un pellegrinaggio, a cui prenderanno parte nell’ultimo tratto anche i membri delle delegazioni; con esso s’intende simboleggiare il cammino di ogni essere umano nella ricerca assidua della verità e nella costruzione fattiva della giustizia e della pace. Si svolgerà in silenzio, lasciando spazio alla preghiera e alla meditazione personale. All’ombra della basilica di San Francesco, là dove si sono conclusi anche i precedenti raduni, si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace. Il 27 ottobre 1986 fu convocata da Giovanni Paolo II una Giornata mondiale di preghiera per la pace, ad Assisi, a cui presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali.

Vi parteciparono 50 rappresentanti delle Chiese cristiane (oltre ai cattolici) e 60 rappresentanti delle altre religioni mondiali. Per la prima volta nella storia si realizzava un incontro come questo. Circa 200 invitati speciali, provenienti da tutto il mondo, li accompagnarono condividendone scopi e programmi. Trentamila persone accorsero da ogni parte d’Italia per unirsi nella preghiera. Oltre un miliardo di persone ebbero la possibilità di seguire l’incontro per televisione, trasmesso in diretta da 36 Paesi. Circa 800 giornalisti, corrispondenti di tutto il mondo, diramarono l’evento ai quattro angoli della terra. L’intuizione di Giovanni Paolo II era semplice: partiva dalla consapevolezza che «la preghiera e la testimonianza dei credenti, a qualunque tradizione appartengano, può molto per la pace nel mondo». L’appello fu ascoltato e per un giorno intero tacquero le armi. Con alcune parole profetiche di quel giorno Papa Giovanni Paolo II ci invita, ancora oggi, a costruire la pace, soprattutto nel nostro martoriato Sud:

«Forse mai come ora nella storia dell’umanità è divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il grande bene della pace. Che peso tremendo da portare per le spalle dell’uomo! (…) Qui noi stiamo agendo come gli araldi della coscienza morale dell’umanità come tale, umanità che aspira alla pace, che ha bisogno della pace. Non c’è pace senza un amore appassionato per la pace. Non c’è pace senza volontà indomita per raggiungere la pace. La pace attende i suoi profeti. Insieme abbiamo riempito i nostri sguardi con visioni di pace: esse sprigionano energie per un nuovo linguaggio di pace, per nuovi gesti di pace, gesti che spezzeranno le catene fatali delle divisioni ereditate dalla storia o generate dalle moderne ideologie». (Assisi, 1987). (Fonte foto: Rete Internet)

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