Apprendere la legalità dalla pratica dei servizi. Questo l”obiettivo del percorso educativo scelto per gli studenti dell”Istituto “G.Mazzini”. Da un circle time, un lungo ed interessante elenco di parole sulla legalità. Di Annamaria Franzoni
In linea con l’articolo della scorsa settimana che raccontava una delle molteplici esperienze legate alle attività del Progetto“LE(g)ALI AL SUD”promosso dal Ministro dell’Istruzione nell’ambito della manifestazione "Un Patto per la Legalità" del 23 maggio 2010, entriamo in un altro Istituto napoletano, questa volta in una scuola superiore di II grado, l’Istituto Magistrale “G. Mazzini” di Napoli, il cui Dirigente, prof. Pasquale Malva, è particolarmente sensibile alle iniziative che offrano ai giovani la giusta combinazione di conoscenze, abilità ed attitudini per la realizzazione di una cittadinanza attiva e consapevole, secondo le dimensioni della costruzione del sé e della giusta interazione con l’attuale complessa società contemporanea.
Nell’ambito del “Percorso di Educazione alla Legalità” promosso dal MIUR e dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, in tutte le scuole d’Italia, per sensibilizzare i giovani al rispetto dei valori in cui i magistrati Falcone e Borsellino hanno creduto (il valore delle regole, il rispetto delle leggi, l’importanza della giustizia, il senso della cittadinanza e l’amore verso la Costituzione) il prof. Gianfranco Tiscione, docente di Diritto presso l’Ist. Mazzini e presso il Caracciolo di Napoli, ha posto l’attenzione su un aspetto fortemente pragmatico del rapporto cittadino – istituzione proponendo ai giovani adolescenti un percorso che possa portarli ad “Apprendere la legalità dalla pratica dei servizi”.
Questo infatti è il nome del progetto biennale del Mazzini, la cui prima annualità si rivolge alle dinamiche sociali e familiari e la seconda ai temi del lavoro, occupazione e immigrazione. Sono previsti incontri, presso le strutture del Comune per attività di apprendimento in situazione, presso il Polo di mediazione familiare, di prevenzione abusi sull’infanzia, presso il Centro contro la violenza sulle donne, il Centro antiracket, presso edifici confiscati alla criminalità e con i rifugiati e gli extracomunitari. I momenti di lavoro , presso la sede dell’Istituto, prevedono la realizzazione di un “prontuario” dei servizi, rivolto ai giovani che costituirà la prova d’opera del percorso effettuato .
Il mio compito è consistito, giovedì 24 febbraio, nel dare l’avvio ai lavori e l’ho fatto entrando in medias res coinvolgendo il folto gruppo di studenti partecipe e numeroso, e i docenti, il prof. Gianfranco Tiscione e la Prof.ssa Marialuisa Nolli, in un circle time che ha consentito ben presto l’instaurarsi di un clima favorevole e di una fitta rete di relazioni all’interno del cerchio, che si è andato intensificando con l’introduzione della tecnica del brainstorming sulla parola “legalità”. Mi piace riportare di seguito l’elenco delle parole , nell’ordine casuale con il quale le abbiamo riportate sulla lavagna, dei nostri giovani adolescenti sul concetto di legalità con l’invito a riflettere su quanta sofferenza vi si legge nei confronti di un mondo che gli abbiamo confezionato noi delle generazioni precedenti e che dobbiamo cercare insieme a loro di migliorare:
coraggio
lealtà
meno criminalità
tutto ciò che non è in Italia
adattamento
giustizia
collettività
rispetto della legge
saggezza
libertà
educazione
avere una propria dignità
vivere bene
umanità
più dignità
utopia
più educazione
futuro
più rispetto per l’ambiente
un mondo migliore
rispetto reciproco
vivere in tranquillità
aiuto reciproco
avere una dignità propria
un mondo migliore
condivisione
reciprocità
serenità
un mondo coerente
battersi per una causa
libertà e partecipazione.




