Dialoghi e riflessioni tra i personaggi animati dal prof. Giovanni Ariola, sui neologismi entrati a far parte della nostra lingua ed in particolare del linguaggio giornalistico.
Il prof. Carlo, nonostante abbia dovuto subire un attacco influenzale piuttosto virulento dal quale non è ancora completamente guarito, ha voluto sfidare la giornata fredda e piovosa, una delle più brutte di febbraio, per essere in Istituto e portare avanti il suo lavoro.
“È proprio vero l’antico detto – pensa il prof. – Frevaro è curto e male ncavato (Febbraio è corto e fatto male, nel senso che ha un brutto carattere dal punto di vista meteorologico)”.
Sta completando l’aggiornamento annuale del glossario dei neologismi che sono stati inventati nel 2010 e vorrebbe che fosse pronto entro la metà di aprile quando ci sarà la decima edizione del Convegno Linguistico di Primavera, organizzato dall’Istituto e quest’anno dedicato alla “manipolazione del linguaggio”.
Tra le ultime parole che ha inserito compaiono: internettare e internettamento (termini bruttissimi per sostituire connettersi con il sistema internet e connessione con internet), affittopoli (scandalo riguardante edifici pubblici dati in affitto o venduti a prezzi di favore. Termine formatosi, impropriamente, sul modello di tangentopoli, calciopoli e simili), votomercato (sul modello di calciomercato = compravendita di voti in Parlamento. Si riferisce a membri parlamentari accusati di essere voltagabbana, di cambiare casacca e partito dietro compenso di laute somme di denaro).
Si è rifiutato e si rifiuta di aggiungere l’ignobile espressione estrapolata da una barzelletta (una delle tante di cattivo gusto) raccontata da chi siede al vertice del gotha politico governativo (per usare una perifrasi pietosa) e che, entrata ormai nel linguaggio corrente per indicare una certa attività lusoria dell’autore, è virtuosamente passata a indicare e a illustrare tutto il popolo che ha la fortuna di essere dallo stesso eccelso personaggio governato. Il popolo italiano quindi: giocherellone, barzellettista, ridanciano e puttaniere (pardon! latin lover).
“Occorrerebbe che – pensa il prof. – dato che è inconcepibile che certe parole vengano per legge dall’alto vietate, anzi bandite dal linguaggio parlato e scritto, si decidessero gli italiani tutti ad autocensurarsi (impegnarsi a non usare più quella doppia parola e possibilmente a dimenticarla), per salvaguardare il loro onore…”
Il prof. Eligio è anche lui al lavoro e di tanto in tanto prorompe in esclamazioni di disapprovazione e di disappunto. Sta spulciando i giornali dell’anno scorso con lo scopo di rilevare i neologismi, compresi i barbarismi, entrati a far parte della nostra lingua in particolare del linguaggio giornalistico.
– L’ultima chicca – dice al collega Carlo – dell’anglomania imperante…vivere slow…
– Se non sbaglio è il titolo di un libro..
– Sì, ne è autrice Maria Novo ed è edito dalle edizioni Dedalo. Sottotitolo, che in parte ridimensiona e traduce il forestierismo del titolo, è “Apologia della lentezza”…
– A parte questo cedere sempre più frequente alla moda del termine straniero, un fatto positivo è che determinate parole inglesi veicolano idee di interesse sovranazionale…Basta pensare alla slow economy espressione che compare come titolo di un altro libro, a mio giudizio molto suggestivo, di Federico Rampini (Sottotitolo “Rinascere con saggezza”, Mondadori, 2009). Aspetta, credo di averlo qui sullo scaffale…C’è anche una frase in copertina che preannuncia il contenuto: “Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall’Oriente”.
Ma volevo farti ascoltare questo pensiero: “…c’è il tentativo di prendere in prestito dall’Oriente – senza idealizzarlo ingenuamente – qualche percorso che possa servire anche a noi nella ricerca di nuovi modelli di vita. Non solo perché lo sviluppo sostenibile è un imperativo per salvare il pianeta. Ma anche perché l’uscita dalla grande recessione del 2007-2008 avverrà in modi nuovi: Slow Economy, appunto.
Un lungo periodo di crescita lenta, quasi impercettiibile. Un mercato del lavoro molto difficile, ristagnante. Nella sua versione negativa, Slow Economy può voler dire un periodo di crescita anemica, con tanti sacrifici e poche soddisfazioni, preoccupante in particolare per i giovani che escono dall’università e cercano un lavoro. Ma può significare – come lo Slow Food nell’alimentazione – anche un equilibrio più sano fra l’economia e l’essere umano. Un’attenzione a valori che sono ben più importanti del Prodotto Interno Lordo…” ( pp.6-7 )
– Questo richiama il messaggio di Edmondo Berselli di cui parlavamo qualche giorno fa…”vivere sotto il segno meno”…
È entrato intanto il prof. Fantasia e ha potuto udire il brano letto dal collega Carlo.
– Questa convinzione – dice tirando fuori dalla sua borsa di pelle nera, sempre più lisa specie ai bordi, un libretto la cui copertina si fa subito ammirare per il suo colore biancoverde – della necessità di ridimensionare il tenore di vita si va oggi molto diffondendo. Ecco è quello che sostiene Andrea Segrè in questo libro “Lezioni di ecostile” (Sottotitolo "consumare, crescere, vivere"). Voglio leggervi questo passo significativo e nello stesso tempo originale e gustoso:
“La crisi che stiamo vivendo ha una grande risonanza su tutti i fronti…E coinvolge un gran numero di esperti e interessi, ma anche persone che semplicemente vorrebbero seguire , o che magari già praticano, uno ‘stile’ più sobrio, più equo, più solidale, più sostenibile….il nuovo eco-mondo già esiste…E’ un mondo capace di prendere un termine negativo, lo spreco, caratteristica allarmante della nostra società anoressico-bulimica …scomporlo nei segni: – spr (meno spreco) e + eco (più ecologia) = sufficienza. …..E’ un mondo capace di sostituire, quando serve, il denaro (mercato) con l’atto del donare…
– Bellissimo anagramma – nota subito il prof. Carlo il Tarlo – denaro>donare…sarebbe un evento miracoloso!
– …e non soltanto – continua il prof. Fantasia e intanto si illumina in volto – perché si tratta di un anagramma: il dono porta alla relazione e alla reciprocità .” (pp.2-3).
(Fonte foto: Rete Internet)






