L’A2a incontra i disoccupati organizzati nell’inceneritore di Acerra

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Dopo le clamorose proteste per il lavoro della scorsa settimana i senzatutto dell’Nda sono stati ricevuti dal direttore dell’impianto bruciarifiuti, Lorenzo Zaniboni.

Inceneritore e problemi occupazionali: una delegazione di disoccupati è stata ricevuta dal responsabile dell’impianto bruciarifiuti. Ieri mattina l’ingegner Lorenzo Zaniboni, della società A2a, ha infatti incontrato nel suo ufficio, ubicato nel termovalorizzatore di Acerra, un gruppo di disoccupati aderenti all’Nda, i Nuovi disoccupati autorganizzati, sigla di recente “conio” sorta nelle case popolari di via Madonnelle. L’incontro, svoltosi alla presenza del vicequestore Pietropaolo Auriemma, responsabile del commissariato locale, era stato promesso dallo stesso Zaniboni dopo i fatti di giovedì scorso, quando tre senzalavoro dell’Nda sono saliti sulle ciminere dell’impianto di contrada Pagliarone, a ottanta metri di altezza.

Obiettivo: ottenere un impiego dall’A2a. La protesta eclatante era stata preceduta all’alba da un blocco dei cancelli del termovalorizzatore, messo a segno da una dozzina di senzatutto, sempre aderenti alla stessa sigla, l’Nda. Ieri intanto l’ingegner Zaniboni ha specificato ai senzalavoro che “purtroppo gli organici di A2a nel termovalorizzatore di Acerra sono al completo” ma che “quando ci sarà la necessità di un incremento degli organici saranno valutate anche le richieste dei disoccupati dell’Nda”. Secondo indiscrezioni Zaniboni avrebbe poi aggiunto che si impegna a sondare le possibilità di assunzione in qualche ditta esterna, qualora questa dovesse richiedere manodopera.

Comunque i senzalavoro sono rimasti con un atteggiamento speranzoso, non completamente soddisfatti da queste risposte ma in qualche modo fiduciosi. Ormai il dramma occupazionale ha raggiunto livelli da pelle d’oca nell’area napoletana mentre non si intravedono politiche in grado di fronteggiare la cronica penuria di occasioni di lavoro. Nel frattempo l’inceneritore di Acerra sembra sia diventato il parafulmine dei mali del territorio. Qui un mese si e l’altro pure l’impianto viene preso d’assalto dai gruppi di disoccupati in preda alla disperazione e alla rabbia.

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