Le BR rapiscono Aldo Moro e lo uccidono dopo 55 giorni di prigionia, durante i quali la democrazia italiana viene pesantemente condizionata. Negli stessi anni scoppia lo scandalo P2.
Di Ciro Raia
Il 16 marzo 1978 le B.R. alzano il tiro e, a Roma, sequestrano l”onorevole Moro, dopo aver falcidiato la sua scorta. Il parlamentare si sta recando a Montecitorio, dove sta per essere presentato il programma del (quarto) governo presieduto da Giulio Andreotti. Il nuovo governo è un monocolore democristiano con l”appoggio esterno dei comunisti, voluto proprio da Moro e Berlinguer, entrambi alla ricerca di una unità di indirizzo, per cercare di sconfiggere il terrorismo.
Moro resta nelle mani dei terroristi per 55 giorni, durante i quali le forze politiche e l”opinione pubblica si dividono tra “linea della trattativa” e “linea della fermezza” con le BR. Il 21 aprile anche il papa Paolo VI rivolge ai terroristi un appello per la liberazione di Moro: “Vi prego in ginocchio, liberate l”onorevole Moro, semplicemente, senza condizioni, (:) in virtù della sua dignità di comune fratello in umanità”. Ma è tutto inutile; il 9 maggio, il cadavere dell”esponente democristiano viene trovato nel bagagliaio di una Renault rossa, in via Caetani, a Roma.
L”8 luglio dello stesso anno, al sedicesimo scrutinio, al posto del dimissionario Leone, è eletto, con una maggioranza altissima di voti (ben 832), il nuovo Presidente della Repubblica. È il socialista Sandro Pertini, ex partigiano, antifascista, definito da Craxi “simbolo ed espressione di tutto l”arco costituzionale, che rappresenta l”unità nazionale”. Nel suo messaggio inaugurale Pertini ripropone i valori dell”antifascismo e della Resistenza, non trascurando un forte richiamo all”unità nazionale da realizzarsi con tutte le forze democratiche.
Anche la Chiesa, in seguito alla morte di Paolo VI (6 agosto 1978), elegge un nuovo papa: è il cardinale Albino Luciani, che prende il nome di Giovanni Paolo I. Ma il nuovo pontefice, dopo solo 33 giorni di papato, muore. L”improvvisa scomparsa di Giovanni Paolo I accende una ridda incontrollata di voci: morte naturale, avvelenamento, suicidio? Il 16 ottobre, quindi, i cardinali riuniti in conclave eleggono papa il polacco Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, che prende il nome di Giovanni Paolo II. Il discorso programmatico del nuovo papa è una dichiarazione di fedeltà alle decisioni del Concilio Vaticano: libertà religiosa, collegialità dei vescovi e disciplina nella Chiesa.
Intanto, con le elezioni del 1979, gli Italiani bocciano i cosiddetti governi di solidarietà, sostenuti all”esterno dai comunisti. Dopo il nuovo scioglimento anticipato delle Camere, infatti, le urne ripropongono un recupero della DC e del PSI ed un arretramento del PCI. Il nuovo governo –sostenuto da DC, PSDI e PLI- è presieduto dal democristiano Francesco Cossiga. Alla Presidenza della Camera, per la prima volta nella storia d”Italia, è eletta una donna: la parlamentare comunista Nilde Jotti.
La situazione del paese è sempre più preoccupante, per vari fatti che ne minano la credibilità politica. Il finanziere Michele Sindona, accusato di avere stretto legami con personalità della DC, a cui ha versato ingenti somme di denaro in cambio di favori ed agevolazioni, lascia l”Italia e si rifugia negli Stati Uniti. Lo scandalo ENI-Petronim coinvolge esponenti della P2 (la loggia massonica di Licio Gelli) ed alcuni politici, colpevoli di avere intascato una tangente pagata dall”Arabia Saudita.
Le B.R., da parte loro, continuano a seminare morte. Cadono sotto il fuoco dei terroristi il sindacalista Guido Rossa, i magistrati Fedele Calvosa, Girolamo Tartaglione ed Emilio Alessandrini, il colonnello Antonio Varisco, il maresciallo Vittorio Battaglieri, il carabiniere Mario Tosa, il giornalista Walter Tobagi, il dirigente Fiat Carlo Ghiglieno.
E la mafia non è da meno! Sotto i colpi dei mafiosi siciliani restano vittime Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo, ed il giudice Cesare Terranova, per due legislature già deputato del PCI.
(Fonte foto: Rete Internet)

