La criminalità organizzata: l”importanza di una definizione, partendo dalle caratteristiche per una sua identificazione, sia nell”ambito della singola nazione che delle sedi internazionali.
Da oggi, e per le domeniche a seguire, ci occuperemo di criminologia, o meglio, delle organizzazioni criminali intese in senso stretto. Sarà un excursus sulle differenze tra le varie organizzazioni criminali; su collusioni e concussioni; strutture; funzionamento; mutamenti; evoluzione delle organizzazioni criminali; reati transnazionali. Sarà quindi, un viaggio conoscitivo ed approfondito su ndrangheta, mafia e camorra, di cui parleremo non in relazione a singoli episodi di cronaca ma in quanto “sistema” parallelo agli Ordinamenti statali civili e legali. A curare la rubrica “Criminopoli” sarà il sociologo Carmine Principe.
L.P.
Il termine criminalità organizzata, può sembrare non bisognoso di particolari chiarimenti, dato che il suo significato appare abbastanza chiaro, a prima vista. Mentre invece, non è stato per nulla semplice giungere ad una definizione del fenomeno che si intende indicare con i termini «Criminalità Organizzata», sia nell’ambito della singola nazione che nelle sedi internazionali. Basti pensare a quanto è importante che sia precisa la definizione giuridica dei reati connessi all’organizzazione criminale, che dato il loro carattere scientifico, non mancano neanche nei settori disciplinari della sociologia e delle scienze affini.
Non esiste un unico modello di criminalità organizzata ed essa si struttura secondo il tipo di cultura
e di storia del paese in cui affonda le proprie radici. Senza contare che, con grande duttilità, si
conforma alle esigenze e ai mutamenti delle economie e delle istituzioni politiche e sociali degli
Stati in cui, di volta in volta, si trova ad operare.
Ad oggi si è giunti ad un accordo di massima sulle caratteristiche per la sua identificazione:
• L’organizzazione criminale è prima di tutto un insieme di individui, i quali si associano per dedicarsi ad attività delittuose in modo più o meno costante. Essi agiscono come un’impresa, somministrando beni e servizi illeciti, ma anche beni leciti. In ogni caso, la criminalità organizzata rappresenta l’estensione di un settore di mercato legale in sfere normalmente proibite. Il principio che ispira l’impresa criminale è lo stesso che guida quelle legali ossia ampliare la propria quota di mercato aumentando i profitti.
• Come qualsiasi altra impresa, richiede attitudini imprenditoriali e considerevole specializzazione e capacità di coordinazione. A queste caratteristiche inoltre bisogna aggiunge la violenza e la corruzione, utilizzate per facilitare la realizzazione e il successo delle varie attività e iniziative, per proteggersi, per regolare conflitti interni ed esterni. Il grado di violenza può dipendere dall’origine e dalla natura della struttura delinquenziale, della cultura della società in cui risulta inserita, dal suo grado di resistenza e di refrattarietà all’azione permeante e inquinante del gruppo criminale, dalle tendenze e dalle capacità dei capi, dalla concorrenza con lo Stato, della possibilità o meno di esercitare pacificamente, insomma, le attività illegali. È ora opportuno considerare che non tanto la violenza quanto la corruzione è l’aspetto più pericoloso e devastante per la sicurezza sociale e l’integrità delle istituzioni, poiché, data la potenzialità economica che il crimine organizzato riesce a mettere in campo, attraverso la corruzione esso attinge ai livelli più alti della gerarchia sociale e arriva non soltanto ad assicurarsi l’impunità, ma persino a condizionare pesantemente le politiche dei governi, in modo che operino le scelte più confacenti ai suoi interessi economici.
• Per quanto riguarda i modelli strutturali del gruppo criminale organizzato, si registrano differenze fondamentali non riducibili all’omogeneità: alcuni esperti considerano criminalità organizzata quella che si presenta internamente gerarchizzata in maniera rigida come le grandi imprese tradizionali, come la Yakuza giapponese o la Cosa Nostra siciliana; altri affermano che, nella maggior parte dei casi, si tratta di strutture flessibili e sommamente adattabili, e che la loro efficienza dipenderebbe proprio da tale elasticità delle forme. Si può affermare che organizzazioni reticolari flessibili e strutture rigide burocratizzate si possono trovare insieme, in quanto una struttura gerarchica tradizionale al livello superiore può poggiare su una rete flessibile ai livelli inferiori, si pensi al modello delle Triadi cinesi.
• Allo stesso modo possiamo considerare variabili le due caratteristiche relative alla scelta dei settori di attività cui si dedicano le organizzazioni criminali.
• Ultimo, non certo per l’importanza e gravità, occorre precisare ciò che si considerava un problema interno, locale o nazionale, ha assunto indubbie dimensioni regionali, nel senso delle aree continentali e mondiali, di pari passo con la modernizzazione dei circuiti economici e informatici legali.
Esploreremo e approfondiremo insieme queste differenze e particolarità domenica prossima. (1- continua)
(Fonte foto: Rete Internet)




