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Inceneritore, stamane l’esame alla Regione. Presidio degli ambientalisti

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Si riunisce la conferenza dei servizi. Oggetto dell’incontro: il rinnovo dell’autorizzazione ambientale. Gli ecologisti della Terra dei Fuochi hanno chiesto di assistere ai lavori.

Inceneritore all’esame delle autorità amministrative e sanitarie. Finora la prima, ed unica, autorizzazione integrata ambientale, la cosiddetta A.I.A., risale al febbraio del 2009, cioè a quando ormai la presidenza del Consiglio dei ministri, con una procedura diretta, appena un mese dopo, nel marzo successivo, avrebbe fatto accendere il forno di uno dei più grandi termovalorizzatori d’Europa, l’inceneritore di Acerra. Oggi però si aprirà un capitolo nuovo nella valutazione del grande impianto, cuore dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Stamattina infatti la conferenza dei servizi istituita presso la Regione Campania si riunirà per decidere il primo rinnovo dell’A.I.A.

Ma questa volta, a differenza di quasi sei anni fa, saranno gli enti territoriali a scegliere se rilasciare o meno il via libera ambientale all’A2a, la società milanese che gestisce l’impianto brucia rifiuti. A2a che comunque per il momento ha già incassato la certificazione Emas, un importante riconoscimento europeo sulla qualità ecologica delle attività di termodistruzione e di produzione di energia elettrica effettuate ad Acerra. Ma gli ambientalisti della Terra dei Fuochi restano sul piede di guerra. Per stamane infatti i comitati hanno organizzato una manifestazione proprio sotto le mura del palazzo regionale in cui si terrà la conferenza dei servizi, al centro direzionale di Napoli. ” Abbiamo chiesto di partecipare alla riunione.
Non so se ci faranno entrare “, anticipa Virginia Petrellese, architetto di Acerra ed esponente delle Donne del 29 agosto, il comitato locale sorto dopo gli scontri dell’agosto del 2004, data di inizio dei lavori di realizzazione del termovalorizzatore. Intanto si apre una questione molto tecnica. L’autorizzazione integrata ambientale può essere rilasciata solo dalla conferenza dei servizi, convocata e presieduta dal dirigente di settore della Regione Campania, Michele Palmieri. Dirigente che si avvale della consulenza di tecnici esperti reclutati dalla Seconda Università e dall’Università del Sannio. Della conferenza fanno parte il comune di Acerra, la Citta Metropolitana di Napoli, l’Arpac, l’Asl Napoli 2 nord, l’Asi e l’A2a.

Nel frattempo il comune di Acerra ha già avanzato quelle che dalla sua parte giudica come una serie di anomalie: l’incompatibilità del ruolo svolto dalla Regione, in quanto, allo stesso tempo, soggetto autorizzante e proprietario dell’impianto, l’inadeguatezza strutturale rilevata dall’osservatorio comunale ambientale indipendente, che ha puntato l’indice in particolare sull’altezza dei camini del termovalorizzatore, camini che secondo l’osservatorio dovrebbero essere posti a un’altitudine nettamente più elevata. Il comune di Acerra inoltre chiede alla Regione di acquisire nuovi pareri in merito alla sommatoria dei vari agenti inquinanti nel territorio. L’Arpac ha poi già posto il problema della capacità o meno dell’impianto di pre-trattare rifiuti con codice 200399 ( rifiuti urbani non specificati altrimenti).

E la Città Metropolitana rivendica analisi più frequenti e approfondite dei residui solidi di processo in uscita dall’impianto e dello scarico del corpo idrico superficiale. Ma dal canto suo l’A2a ha più volte sottolineato che ” il termovalorizzatore è all’avanguardia ed è realizzato con le migliori tecnologie “, che ” tutti i dati delle emissioni in atmosfera sono costantemente monitorati e registrati “, che ” i controlli vengono effettuati anche da Arpa Campania e da laboratori terzi certificati accreditati “, che ” ad Acerra vengono applicate le migliori tecnologie per abbattere le emissioni ” e che ” rispetto all’Autorizzazione Integrata Ambientale i valori delle sostanze emesse sono dal 30 al 90 inferiori ai limiti”.

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