Il primo cittadino del Pdl, soccorre il vicesindaco di Napoli, di Rifondazione Comunista, condannato in primo grado per violenze su una vigilessa durante le agitazioni del 2007, organizzate contro l’arrivo dei centri commerciali a Pomigliano.
Sostanzialmente il tribunale di Nola ha condannato a un anno, in primo grado, Tommaso Sodano, attuale vicesindaco di Napoli, perché ritiene fondata l’accusa secondo cui l’attuale braccio destro di De Magistris avrebbe esercitato della violenza fisica su una vigilessa addetta al controllo di un ingresso secondario della sala del consiglio comunale di Pomigliano.
E’ il 2007 e in quel periodo Sodano ricopre le cariche di senatore del Prc e di consigliere comunale d’opposizione alla maggioranza locale capeggiata dal Pd. A un certo punto però nella città delle fabbriche i piccoli commercianti si sollevano contro la decisione della maggioranza comunale di modificare il piano regolatore allo scopo di consentire il via libera alla realizzazione dei centri commerciali, considerati nel territorio il preludio alla fine del piccolo commercio. Gli esercenti sono furibondi. Prendono d’assalto l’assemblea cittadina, organizzata a porte chiuse, proprio mentre alcuni consiglieri dell’opposizione di destra e di sinistra si scatenano incatenandosi alle poltrone della giunta e mettendo a soqquadro i banchi del consiglio.
In quel frangente Sodano corre verso la porta secondaria della sala, dove dall’esterno premono alcune centinaia di commercianti inviperiti, e riesce ad aprirla. E’ lì che il parlamentare si scontra con una vigilessa, che poi lo denuncerà per aggressione, violenza e lesioni. Tutta la vicenda di recente è stata nuovamente stigmatizza dal consigliere comunale del Pd, Eduardo Riccio, adesso all’opposizione. Riccio ha ribadito la giustezza della condanna di Sodano. Ma il sindaco del centrodestra si schiera e prende le parti dell’ex “nemico comunista”. Ecco la sua lunga dichiarazione fatta diramare ieri pomeriggio.
«Disobbedienza civile? Direi democrazia perché, a quanto mi consta, l’allora senatore Tommaso Sodano accompagnò la protesta di oltre 500 commercianti che protestavano, insieme ai cittadini, contro un’operazione poco chiara. Non ero io il sindaco, all’epoca ma il problema non è Sodano, che conosciamo e che riteniamo lungi dal soggetto violento che ci hanno dipinto le cronache di questi giorni, un convinto assertore delle pari opportunità. Il problema è che nessuno ha chiesto né ai commercianti, né al popolo presente quel giorno nell’aula consiliare di Pomigliano d’Arco perché mai fossero contro l’operazione che si stava consumando», afferma il primo cittadino pomiglianese concludendo:
«A quanto ricordi ogni volta che sul territorio si è creato un movimento di protesta, il Pd si è sempre schierato , almeno a parole, al fianco del popolo. In quel caso specifico, no. Anzi c’era così tanta fretta di votare una deliberazione da farli optare per una seduta che non poteva essere tenuta a porte chiuse». «E da lì si è generato tutto, anche gli equivoci. Intanto tutti a Pomigliano d’Arco conoscono Tommaso Sodano – conclude il sindaco Russo – e nessuno pensa che sia un soggetto violento, persino chi non può condividerne idee e posizioni politiche».

