Troppi tagli al Terzo Settore, è un attacco insensato al welfare e alle famiglie. Si sta distruggendo il vero capitale sociale dell’Italia e minando la tenuta del Paese.
Il mondo del terzo settore, delle cooperative sociali e dell’associazionismo è insorto, compatto, in questi giorni, contro le bozze della legge di stabilità che delineano uno sfondo di nuovi, ma, consistenti colpi ai danni delle fasce più deboli del Paese: famiglie, disabili, anziani, infanzia. Ad esempio è previsto l’aumento dell’Iva dal 4 al 10% (e presto all’11) per le prestazioni socio-sanitarie, gli assegni di invalidità e indennità di accompagnamento che finiscono nell’imponibile Irpef, oltre la stretta sui permessi previsti della legge 104 per i lavoratori pubblici che assistono parenti disabili.
Troppi tagli per il Forum del Terzo Settore, Alleanza delle cooperative sociali, Cnca, che parlano di attacco insensato al welfare e di salasso da mezzo miliardo per asl, comuni e famiglie. Aumentare l’Iva di 6 punti sulle cooperative sociali di tipo "A" che si occupano di infanzia, anziani, assistenza domiciliare, disabilità, tossicodipendenza significa impedire la prosecuzione delle attività e minare profondamente il welfare della sussidiarietà. Ammazzando un tessuto produttivo e mettendo a rischio molti posti di lavoro. Il welfare è uno dei settori che ha già fatto tanti sacrifici e ora utenti e famiglie devono subire ulteriori aggravi. L’aumento dell’Iva poi, secondo alcuni addetti ai lavori, rappresenta una falsa entrata per lo Stato, perché non ci sarà un aumento del gettito, ma meno posti negli asili, nei nidi, nelle Rsa per gli anziani, tagli all’assistenza dei disabili e domiciliare, meno ore nei centri diurni.
Bisogna, inoltre, dire che le Asl sono già alle prese con la riduzione del budget del 5% per il 2012 e si parla del 10% per il 2013. Si aggiunge così in modo surrettizio un ulteriore taglio perché Comuni e Asl non hanno risorse per coprire l’aumento dell’Iva. Di fatto, il taglio di servizi nel 2013 sarà complessivamente del 20%. L’effetto di tutto questo sarà un’ulteriore drastica riduzione dei servizi. Sembra proprio che il vero problema sia di deficit culturale: questo governo, semplicemente, non vede l’economia civile. In un’intervista il Prof. Stefano Zamagni, uno dei maggiori economisti italiani, esperto di Terzo settore e non profit, padre della legge sulle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, e presidente dell’Agenzia per le Onlus (oggi chiusa) ha espresso un giudizio molto duro e preoccupato sugli interventi della legge di Stabilità che colpiscono l’economia civile, perché, spiega, il rischio è distruggere il vero capitale sociale dell’Italia, minando la tenuta del Paese.
E Zamagni elenca le misure di questo governo contro l’economia civile: la soppressione dell’Agenzia Onlus, del comitato nazionale microcredito e dell’osservatorio del volontariato, la non trasformazione in legge ordinaria del 5×1000, oltre al disegno di legge di riforma de Titolo II del Libro I del Codice Civile, l’intervento sull’Iva delle cooperative sociali, che avrà effetti disastrosi per queste imprese e per le famiglie. E infine la franchigia di 250 euro sulla deducibilità delle donazioni: se teniamo conto che in Italia un milione di persone dona in media 200-250 euro l’anno a una Onlus, questo limite significa chiudere il rubinetto delle donazioni ai piccoli enti, favorendo solo i grandi.
E, poi, l’illustre economista cattolico affonda il bisturi sulla complicata questione affermando che “il punto centrale è che questo governo insiste su un modello di ordine sociale di tipo bipolare, cioè diviso tra Stato e mercato. Ma il Dna italiano è un altro, è di tipo tripolare: Stato, mercato e società civile. Non possiamo tradire la nostra identità. Per questo vorrei lanciare un appello al premier Monti, che è sensibile a questi temi: quello che ha fatto finora in altri ambiti va bene, ma perché non rilanciare l’economia civile, con misure che avrebbero costi nulli, considerato che il Terzo settore produce più valore aggiunto delle risorse che assorbe?”.
Personalmente sono perfettamente d’accordo con Zamagni, quando, alla conclusione della sua intervista, dichiara: “L’economia civile di mercato è il modello italiano, la nostra storia e la nostra forza, il nostro genius loci. Vogliamo farlo tacere per sempre, consegnandoci all’economia liberista di mercato? Non credo che il Paese se lo possa permettere. Spero lo si capisca”.
É davvero scandaloso venire a conoscenza ogni giorno di episodi di corruzione, di peculato e ruberie varie, da parte di politici, rappresentanti dei partiti o della pubblica amministrazione e poi vedere e subire le scelte di questo governo, che imperterrito continua a colpire le fasce più deboli della società. É questa una vera ingiustizia.
(Fonte foto: Rete Internet)

