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IL GIORNO DELLA MEMORIA. COMBATTERE LE FOLLIE

Testimoniare il ricordo per non dimenticare mai, è il valore della “Giornata della memoria”. L”appello del Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel.
Di Don Aniello Tortora

Con amici, visitando la Polonia, siamo stati anche ad Auschwitz-Birkenau, tempo fa. È stata una delle esperienze più belle e tristi (nello stesso tempo) della mia vita. Guardare da vicino, rendersi conto di persona di tutto quello che la “follia” umana ha potuto compiere, è un”esperienza che rimane impressa nel cuore e nella mente per tutta l”esistenza. In Italia si è dato ampio risalto alla Giornata.

Anche il papa tedesco è tornato sull”argomento. Frutto di una “megalomania disumana” e dell””odio razzista dell”ideologia nazista”, la Shoah perpetrata “nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista” non va dimentica. E bisogna dunque sempre pregare perchè “Dio onnipotente illumini i cuori e le menti affinchè non si ripetano mai tali terribili avvenimenti”. Per due volte, al termine dell”udienza generale di mercoledì 27 gennaio, Benedetto XVI è tornato a parlare dell”olocausto subìto dal popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale, come aveva fatto un anno fa allo Yad Vashem, durante la sua visita a Gerusalemme, e ancora prima nel discorso pronunciato nel 2006 ad Auschwitz-Birkenau.

“Esattamente 65 anni fa – ha detto testualmente il Papa in tedesco, dopo aver sintetizzato per i suoi connazionali il contenuto della catechesi – il 27 gennaio del 1945, il campo di concentramento di Auschwitz fu liberato dall”esercito sovietico. Le sconvolgenti testimonianze dei sopravvissuti mostrarono al mondo a quale orribile crimine la megalomania disumana e l”odio razzista dell”ideologia nazista portarono in Germania”.

“Il ricordo di questi fatti – ha aggiunto Benedetto XVI – in particolare la tragedia della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, così come la testimonianza di tutti coloro che si sono opposti a questa follia a rischio della propria vita, ci ricorda sempre più il dovere dell”assoluto rispetto della dignità della persona e della vita umana”. Per il Papa, “tutte le persone di tutti i popoli e di ogni luogo devono percepirsi come una sola grande famiglia”, e di qui l”invocazione perchè “Dio onnipotente illumini i cuori e le menti affinchè non si ripetano mai tali terribili avvenimenti”.

“Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945 – ha continuato il papa – venivano aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, e vennero liberati i pochi superstiti. Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo l”orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista”. “Con animo commosso – ha proseguito – pensiamo alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani”.

E, ancora una volta, ha concluso con l”auspicio che “la memoria di tali fatti, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perchè tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia. Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, affinchè non si ripetano più tali tragedie!”.

Anche il Parlamento italiano ha commemorato il giorno della Memoria, invitando Elie Wiesel (foto), Premio Nobel per la Pace, il cui “leit motiv” del suo commovente intervento è stato: “Ricordare, perchè ciò non accada più” .

“Se uno ascolta un testimone, lo diventa a sua volta: quindi, leader e parlamentari italiani, diventate nostri testimoni”. Ha detto di non essere preoccupato di tramandare la memoria dello sterminio nazista quando non ci saranno più reduci e testimoni diretti dell”orrore dei campi, Elie Wiesel, lo scrittore ebreo premio Nobel per la Pace, l”unico sopravvissuto della sua famiglia all”inferno di Auschwitz e di Buchenwald. Il nodo, ha spiegato Wiesel, è che dopo lo sterminio di sei milioni di persone “il mondo si è rifiutato di ascoltare, imparare: altrimenti come possiamo comprendere la Cambogia, il Rwanda, la Bosnia, il Darfur e come possiamo comprendere l”antisemitismo oggi? Se Auschwitz non ha guarito il mondo dall”antisemitismo, cosa potrà farlo?”.

Il premio Nobel ha anche invocato l”arresto del presidente iraniano Ahmadinejad, che si ostina a negare l”Olocausto e dichiara di voler distruggere Israele, e la sua traduzione davanti alla Corte dell”Aia per crimini contro l”umanità. E ha chiesto alle autorità italiane di adoperarsi, per primi a livello internazionale, per fare in modo che anche gli attentati suicidi siano considerati alla stessa stregua: crimini contro l”umanità. “Non servirà a fermarli – ha detto – ma forse fermerà i loro complici”.

Tantissime manifestazioni nel nostro Paese hanno dato ampio risalto al Giorno della Memoria. Mi auguro che veramente tutti ricordiamo tutto e che qualcuno organizzi i Giorni della Memoria per ricordare anche le “follie criminali” avvenute oltrecortina. Non esistono “follie dittatoriali” di destra o di sinistra. La follia è follia e va sempre ricordata- curata-combattuta.
(Fonte foto: Rete Internet)

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