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I segreti del “mare nostrum”, un mare tutto da scoprire

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Sono centinaia, forse migliaia i relitti e i reperti che sono stati ritrovati, solo nell’ultimo secolo, nelle fertili acque del Mar Mediterraneo. Testimonianze preziose di una storia lunga più di 5000 anni.

Agosto è ormai finito, ma c’è chi del mare non ne ha ancora abbastanza. Se anche voi siete tra questi e al mare amate soprattutto immergervi in acqua armati di maschera e pinne, allora siete a un passo dall’essere possibili archeologi. Non crediate infatti che galeoni e navi pirata siano solo alla portata di esperti cacciatori di tesori. Il Mar Mediterraneo, o come lo chiamavano i Romani il “mare nostrum” (cioè “il nostro mare”) è ricco di reperti sommersi e le acque italiane, in particolare, vantano forse un primato mondiale.
È del mese scorso la notizia del ritrovamento dell’ennesimo relitto. Si tratterebbe di una nave romana risalente a un periodo compreso fra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., al cui interno si conservano, quasi del tutto intatte, numerose anfore.

L’antica imbarcazione è stata scoperta in Liguria, non lontano dalle coste del comune di Varazze, dai carabinieri del centro subacqueo di Genova. Il relitto non è stato ancora recuperato, ma gli esperti già cercano i modi di riportarlo alla luce senza infliggergli troppi danni.
I primi indizi erano statti forniti alle autorità locali da un gruppo di pescatori che, trovando nel pescato alcuni cocci di terracotta, hanno reso possibile l’individuazione dell’antico relitto. Archeologi per caso, come succede spesso anche in terraferma scavando fondamenta. D’altronde è risaputo che la maggior parte dei naufragi avviene molto vicino alla riva (si ricordi la recente tragedia della Costa Concordia) e non è impossibile, anche per noi “comuni mortali”, imbattersi in preziosi ritrovamenti.

Anzi, a meno di cento metri dalle coste italiane, potrebbero celarsi ancora intatti frammenti di antiche navi o resti di carichi mercantili o persino bottini di pirati. È pur vero, tuttavia, che il grosso dei relitti è disperso in mare aperto e, generalmente, è costituito dalle navi da guerra e dai sottomarini affondati nelle acque del Mediterraneo nel corso dei conflitti del Novecento. L’ultima scoperta del genere risale proprio agli inizi di questa estate. Al largo dell’Asinara è stato infatti ritrovato ciò che resta di quella che stata ipotizzata essere la “Corazzata Roma”, affondata nel settembre del 1943.

Non è detto, comunque, che la fortuna non vi assista e antichi tesori non vi capitino improvvisamente sott’occhio. Successe, ad esempio, al dilettante sub Stefano Mariottini il 16 agosto 1972, quando, a seguito di un’immersione, scoprì, per puro caso, i Bronzi di Riace. La notizia del rinvenimento, veramente eccezionale, fece subito il giro del mondo e il giovane romano passò alla storia. Esattamente 40 anni dopo, due appassionati di immersione, Leo Morabito e Bruno Bruzzaniti, ne hanno ripetuto l’impresa.

Ad appena alcune decine di chilometri dal luogo in cui furono rinvenuti i Bronzi, i due sub hanno infatti scoperto una antica testa di leone in bronzo dorato e un’armatura, il cui valore storico e artistico, tuttavia, è poca cosa in confronto ai due rari “colossi” greci. Buona sorte, è vero, ma soprattutto tanto spirito di avventura. Se anche voi ne avete da vendere e siete appassionati di snorkeling, vi consiglio di “tuffarvi” alla ricerca di tesori, antichi reperti ancora si celano tra le onde di un mare tutto da scoprire.
(Fonte Foto: Rete Internet)

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