I Selfie: cosa si nasconde dietro il bisogno compulsivo di fotografarsi?

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Al bar con gli amici, in bagno davanti allo specchio, nel letto con il proprio partner. La legge dei selfie è chiara: bisogna farli ovunque, immortalare ogni momento, felice o tragico che sia, anche a costo di correre dei rischi!

Il selfie è un altro termine che è entrato a far parte del nostro linguaggio quotidiano e sta a indicare “un autoscatto di se stessi” destinato ad essere condiviso sui propri profili social come Facebook, Instagram e qualsiasi altro network di condivisione. Ciò che conta in questi scatti è l’espressione: quelle maggiormente utilizzate prendono il nome di “kiss face” e “duck face”. Proprio l’alta diffusione e “invasività” nella vita quotidiana del selfie ha spinto gli studiosi a farsi qualche domanda in più su questo comportamento altamente diffuso tra i giovani.

Secondo alcuni studi le persone più attive sui social network e più inclini a postare continuamente foto di sè, presentano spesso i tratti della personalità narcisistica. Il legame tra narcisismo e Selfie-syndrome (così rinominata negli Stati Uniti) sarebbe evidente dal momento che la possibilità di pubblicare in modo continuo foto di sè valutate positivamente, permette al narcisista di ottenere quella notorietà, quell’esposizione mediatica e quella raccolta di ammirazione ed approvazione che rappresentano per questo individuo una fonte fondamentale di rassicurazione e gratificazione, preoccupato com’è di apparire ed essere ammirato. A comprovare e a testimoniare oltrechè a gratificare e alimentare il proprio bisogno di approvazione e ammirazione ci sono i famosi “like”.

I like rappresentano per l’appunto un segno di approvazione da parte degli altri che contribuiscono a confermare l’immagine che il “selfista” vuole dare di sè. I social network rappresentano dunque il palcoscenico privilegiato sul quale il narcisista può mostrare le proprie qualità e i propri punti di forza. Postare i propri selfie su facebook o su Instagram costituisce un’ottima strategia per il narcisista: consente di mostrare se stessi nelle attività più disparate e di raccogliere commenti positivi appagando il bisogno di ammirazione narcisistico.

A un’analisi più approfondita, dunque, dietro il bisogno compulsivo di fare selfie e di postarli immediatamente sui social network si nasconderebbero, in alcuni casi, soggetti con una scarsa stima di sè come evidenziato dal fatto che tali individui cercano dagli altri una conferma della propria immagine. Nonostante la correlazione significativa trovata dagli studiosi statunitensi sarebbe errato pensare che dietro ogni selfie ci sia una personalità narcisista. Chi di noi non ha mai postato sui social network una foto di sè stesso che lo ritrae in un’attività, in un momento piacevole o in un istante che voleva ricordare? Come ogni cosa, anche la tendenza di fare selfie diventa patologica solo quando supera la giusta misura. Avere un profilo su un social e postarvi qualche foto piuttosto che un pensiero non è sintomo di sindrome da selfie. La situazione degenera e muta di segno quando nel corso di una giornata il pensiero preminente diventa il cellulare per immortalare quel particolare evento e postarlo immediatamente sui social o svolgere determinate attività solo per il piacere di fotografare quel momento.

In definitiva, attraverso i selfie postati sui social network, il soggetto tende a mostrare agli altri la propria immagine o meglio il proprio “sè ideale” in modo disimpegnato e senza le difficoltà di un confronto reale e della comunicazione diretta. Tali comportamenti possono essere definiti quindi come un tentativo continuo di definire la propria identità e fissarla. In pratica, al web viene affidata una funzione di riconoscimento sociale che al contrario dovrebbe essere affidata al confronto con le altre persone visto che internet è un interlocutore anonimo.
(Fonte foto: Rete internet)

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