Giovanni da Nola, il grande scultore del Rinascimento napoletano

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Tra i più grandi scultori del Rinascimento napoletano va menzionato, senza dubbio alcuno, Giovanni da Nola, al secolo Giovanni Merliano, tra i più celebri artisti attivi, in quel tempo, a Napoli.

Giovanni Merliano, detto Giovanni da Nola, fu tra i più importanti artisti a lavorare a Napoli nel primo Cinquecento. Nacque, secondo le fonti, nella città nolana, da cui l’epiteto, nel 1488, ma il suo cognome, Merliano, deriverebbe molto probabilmente dalla limitrofa Marigliano, forse il suo vero luogo di nascita. La sua firma ufficiale, “Mirilianus” e nomi come Meriliano e Mariliano, usati nei documenti per indicare l’artista, avvalorerebbero la tesi di un’origine mariglianese, ma sarebbe impossibile indicare oggi, sulla base delle fonti pervenute, l’esatto luogo di provenienza. Il soprannome Giovanni da Nola, rivela ad ogni modo la sua appartenenza ai territori del nolano.

Si trasferì molto giovane a Napoli, dove si formò presso la bottega dell’intagliatore ligneo Pietro Belverte, di origine bergamasca. Sotto la guida del maestro imparò i rudimenti della scultura, ma fu un suo viaggio a Roma a cambiare per sempre le sorti e la carriera dell’artista che, nell’Urbe, entrò in contatto con le novità che, a quel tempo e in quel campo, Michelangelo Buonarroti introduceva nella corte papale. Proprio sulla scia del grande Michelangelo, pur non dimenticando la tradizione quattrocentesca a cui apparteneva per l’influenza che ebbe su di lui il suo maestro lombardo, Giovanni Merliano seppe introdurre a Napoli, al suo ritorno, uno stile innovativo che ben si adattava alle esigenze della corte partenopea del tempo.

Legato alla tradizione quattrocentesca, ma al tempo stesso attratto dalla “maniera moderna”, Giovanni da Nola fu tra i più richiesti scultori nella Napoli del Rinascimento. Chiamato dal viceré di Napoli Raimondo de Cardona per la realizzazione del suo monumento funebre, scolpito dal Merliano a Napoli e poi trasportato a pezzi in Spagna, nella città natale del Cardona, l’artista nolano fu tra i più abili scultori allora disponibili nella corte napoletana. Fu per questo che Don Pedro de Toledo, uno dei più celebri e importanti viceré di Napoli, gli ordinò il suo Sepolcro.

Il colossale monumento issato per contenere i corpi del viceré Pedro de Toledo e della viceregina, sua consorte, nella chiesa napoletana di San Giacomo degli Spagnoli, è uno dei più grandi capolavori del Merliano e uno dei più bei monumenti funebri napoletani, ma è forse meglio soffermarsi su un’altra opera di Giovanni da Nola, meno nota, eppure altrettanto affascinante: l’Altare Ligorio, nella chiesa di Sant’Anna dei Lombardi. È in quest’opera, come d’altronde si evincerà nella più tarda tomba del Toledo, che possiamo infatti già ammirare gli influssi michelangioleschi che faranno del Merliano uno dei più rivoluzionari artisti della Napoli di quel tempo. La Madonna del Soccorso, nella nicchia centrale, tra i Santi Andrea e Girolamo, mostra difatti elementi plastici chiaramente derivati da quel nuovo modo di concepire la scultura che fu del Buonarroti. Sebbene ancora ampiamente legato agli schemi e alle forme quattrocentesche, l’Altare Ligorio è perciò, con la più tarda Tomba di Don Pedro de Toledo, uno dei più grandi capolavori della scultura napoletana del Cinquecento.

Capaci di competere, per bellezza, con le sculture degli altri grandi maestri del tempo, eccezion fatta per il divino Michelangelo, l’opere del Merliano non sono tuttavia una nota stonata nel panorama artistico della Napoli rinascimentale. La Napoli dell’epoca era infatti una città magica, tra le più popolate d’Europa, dove si ritrovavano culture estremamente diverse. Tra i più grandi porti del Mediterraneo e in costanti rapporti con la madrepatria Spagna e le altre grandi potenze europee, la città appariva allora come una vetrina internazionale in cui convergevano, artisticamente parlando, gli stili più alla moda del tempo. Non meraviglia, dunque, che in quella Napoli trovasse spazio anche la figura di Giovanni da Nola. Per un artista vissuto in quella città, quel mischiarsi di idee e concetti, di stili e correnti così differenti, doveva essere abituale. Al Merliano fu perciò facile far coesistere realtà tanto distanti. Fu, forse proprio per questo, semplicemente il più grande scultore del Rinascimento napoletano.
(Fonte foto: Rete Internet)

STORIE D’ARTE

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