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Giornata per la legalità, Don Ciotti a Boscoreale

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Nel quartiere ad alto tasso criminale, dove vivono nonostante tutto anche tante famiglie per bene, don Ciotti è arrivato di buon mattino per essere presente all’incontro con i ragazzi delle scuole.

E’ cominciata e terminata al rione Piano Napoli la Seconda Giornata per la Legalità. Nel quartiere ad alto tasso criminale, dove vivono nonostante tutto anche tante famiglie per bene, don Ciotti e’ arrivato di buon mattino per essere presente all’incontro con i ragazzi delle scuole. Nel santuario della Madonna Liberatrice dai Flagelli ha colloquiato con la generazione che e’ intenzionata a cancellare il marchio della criminalità dal quartiere ritenuto una delle più fiorenti piazze di spaccio della Campania. "Legalità è legalità! Giustizia è giustizia! Pace è pace! Non ci sono mezzi termini – ha spiegato don Ciotti – siate orgogliosi di vivere in questa terra. Sono testimone di cose stupende avvenute qui".

Si è parlato a lungo anche della figura del maresciallo Luigi D’Alessio, a cui la giornata per la legalità è dedicata, la stessa di gennaio in cui nel lontano 1982 il militare in servizio alla compagnia di Torre Annunziata fu ucciso durante una sparatoria con i camorristi. Alla sua tragedia si aggiunse pure quella della morte di una innocente 16enne, Rosa Visone. E, a proposito delle ripetute ingiustizie a cui la popolazione boschese ha dovuto assistere negli ultimi trent’anni a causa della presenza dei clan malavitosi, il sacerdote fondatore di Libera ha aggiunto che"la lotta la si fa in Parlamento con leggi giuste e non bisogna essere cittadini ad intermittenza", ma "trasformare la denuncia in proposta" e ha invitato tutti a non demordere "perché tutti insieme dobbiamo sconfiggere una malattia grave: l’indifferenza".

Don Ciotti ha trascorso l’intera giornata a Boscoreale, partecipando successivamente anche alla fiaccolata per la legalità e al convegno "Su la testa! Riprendiamoci il nostro futuro" all’istituto tecnico commerciale Vesevus che si trova nel cuore del rione Piano Napoli. Con lui, tra gli altri, c’erano Ivanhoe Lo Bello, vicepresidente di Confindustria per l’Education; Donato Ceglie, sostituto Procuratore generale di Napoli; Raffaele Marino, Procuratore capo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata; Carlo De Stefano, Sottosegretario al Ministero dell’Interno. Sulla necessità di proteggere la Costituzione, il sacerdote antimafia ha detto: "il primo testo antimafia e anticamorra è proprio la Costituzione che deve diventare costume e cultura".

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