Giocarsi la vita: ludopatia o gioco d’azzardo patologico

Data:

Triste primato per la Campania: il 57,8% degli adolescenti sono coinvolti nel gioco d’azzardo contro la media nazionale del 47,1%.

I dati riportati sopra sono contenuti nella relazione annuale 2013 del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania, Cesare Romano, sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Campania. Si stima che il giro d’affari del gioco d’azzardo nella regione Campania ammonti a nove miliardi di euro all’anno. Cifre spaventose ma che si spiegano alla luce della presenza massiccia delle sale da gioco e degli esercizi commerciali che ospitano le macchinette “mangiasoldi”. Il gioco d’azzardo patologico rientra nella categoria delle “nuove droghe”: non si assume cocaina, eroina, hashish, eppure creano lo stesso dipendenza.

In gergo, il gioco d’azzardo patologico è definito ludopatia. Con tale termine s’intende l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze. Le persone che soffrono di questo tipo di disturbo, presentano comportamenti e atteggiamenti peculiari: ripensano spesso a esperienze di gioco, a perdite e vincite passate, programmano nuove giocate e cercano di trovare il modo di procurarsi denaro per andare a giocare; anche se cercano più volte di controllarsi e di “tenere a freno” il loro impellente bisogno di giocare, non ci riescono; quando cercano di resistere all’impulso di cedere a una scommessa o al gioco d’azzardo, diventano estremamente irascibili e nervosi; considerano il gioco d’azzardo un modo per sfuggire o per trovare sollievo dai problemi e le difficoltà; mentono costantemente alla propria famiglia e agli amici per nascondere fino a che punto sono coinvolti nel gioco; col tempo infatti hanno sempre più bisogno di aumentare la posta per eccitarsi e per trovare i soldi per giocare e per questo spesso ricorrono ad azioni illecite (falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita); possono trovarsi costretti a chiedere aiuto agli altri (amici o familiari) per trovare il denaro necessario per far fronte a situazioni finanziarie disperate, causate per l’appunto dal gioco.

Dunque ciò che caratterizza il giocatore d’azzardo patologico è l’incapacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco, che finisce per assorbire sempre più tempo sottratto ad altre aree vitali per l’individuo: lavoro, famiglia, vita sociale. Il giocatore dipendente è, inoltre, una persona incapace di far ricorso ad un pensiero critico e riflessivo e fa ricorso invece a un modo di pensare illogico e irrazionale che per lui assume la funzione di tollerare il senso di colpa e che alimenta un circolo vizioso che gli serve per giustificare il bisogno impellente e persistente di giocare. Lo stato mentale di un giocatore dipendente si configura dunque in questi termini: se perde, giustifica il suo gioco insistente col tentativo di rifarsi e di “riuscire almeno a riprendere i soldi persi”, se vince si giustifica affermando che “è il suo giorno fortunato e deve approfittarne”, sottolineando una temporanea vittoria che supporta questa affermazione.

La ludopatia è una malattia ma al pari di altre dipendenze si può combattere. Il primo passo per farlo è quello di chiedere aiuto. A questo proposito presso le Asl del nostro territorio sono attivi i SerT, cioè i Servizi per le Dipendenze Patologiche che guidati da un’equipe di professionisti si occupano della presa in carico del paziente attraverso interventi di tipo psicologico, con trattamenti individuali e di gruppo. Inoltre in ogni regione, anche in Campania, sono presenti centri specifici, sia pubblici che privati, per la cura dei giocatori d’azzardo oltrechè le Associazioni dei Giocatori Anonimi, ovvero associazioni di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dal gioco compulsivo.
(Fonte foto: Rete internet)

 IN-FORMAMENTIS

Condividi notizia sut:

I più letti

Chi ha letto questo articolo ha letto
Articoli correlati

Pollena Trocchia, adottato il progetto definitivo del Piano Urbanistico Comunale

Riceviamo dal Comune di Pollena Trocchia e pubblichiamo Strumento moderno...

Caserta. Guido Roviello, una vita brutalmente spezzata per 50 euro

CASERTA – Cinquanta euro. Una cifra che, da sola,...

Malasanità, a Napoli risarcimento di circa 600.000 euro per la morte di un feto al termine della gravidanza

Riceviamo dallo Lo Studio Associato Maior e pubblichiamo Gli avvocati...

Neonata di 7 giorni non respira, paura a Marigliano: l’intervento del 118

MARIGLIANO – Momenti di forte apprensione nel pomeriggio di...