La donna, ucraina, era nota come “Erika”, in corso le indagini dei carabinieri.
Ammazzata con un coltello da cucina, ed è giallo a Poggiomarino. Era giovane, non si conosce il suo vero nome ma tutti la chiamavano Erika ed esercitava il mestiere più antico del mondo. La giovane prostituta, di nazionalità ucraina, è stata uccisa nel tardo pomeriggio di ieri in una località periferica. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, guidati dal maggiore Alessandro Amadei, sono al lavoro per risalire all’identità della ragazza e sbrogliare il mistero. A parte il soprannome, nemmeno l’età è certa, ma sembrerebbe fosse poco più che ventenne. I militari dell’Arma sono ancora alla ricerca dei suoi documenti.
Difficile, al momento, ipotizzare il movente del delitto anche se la zona nella quale è stato trovato il cadavere della donna – via Sandro Pertini – località isolata e periferica della città, è di solito frequentata da prostitute e dai loro clienti. Gli inquirenti, che al momento non scartano alcuna ipotesi, sono al lavoro anche per capire se la giovane fosse dedita alla prostituzione in modo continuato: in questo caso, potrebbe avere avuto un appuntamento con il suo assassino. Non si esclude, in sostanza, che ad ammazzarla, possa essere stato un cliente o, forse, addirittura un «protettore». Di certo, la ragazza è stata assassinata con un coltello da cucina: uno o forse due, i colpi inferti alla schiena.
L’arma è stata trovata dai carabinieri ancora conficcata nel corpo della donna. Colpi fatali, che non hanno lasciato scampo alla giovane. Ad accorgersi, per primo, del corpo privo di vita, riverso in strada, in una pozza di sangue, è stato un automobilista che transitava in via Pertini. Immediata la telefonata ai carabinieri della stazione di Poggiomarino che sono subito accorsi sul luogo del delitto. I militari hanno transennato la zona ed eseguito alcuni controlli, nella speranza di poter trovare qualche elemento utile per le indagini. Istituiti anche dei posti di blocco che, però, non hanno ancora dato frutti. Sul posto si è recato anche il medico legale incaricato per i primi esami esterni sul cadavere, anche se maggiori elementi, soprattutto sulle ragioni della morte e l’ora del decesso, potranno giungere solo dall’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni.

