Appuntamento serale con l’arte dalle 20 di sabato 18 maggio fino alle 2 di domenica: musei aperti nelle città europee, adesione da parte anche dei complessi partenopei.
Un evento dal respiro europeo che dalle 20.00 del 18 maggio apre parecchie porte anche qui in Campania: dagli Scavi di Ercolano al Museo Nazionale di Capodimonte, dalla Certosa di Padula al Museo Archeologico Nazionale di Paestum. "The European Night of Museum", creato per la prima volta nel 2005 dal Ministero francese della Cultura, inserisce lo Stivale nel circuito europeo de "La Notte Europea dei musei", patrocinata dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco, coincidendo quest’anno con l’International Museum Day. Così, da puntino bianco nella volta europea, Napoli e la Campania diventano parte di una rete di luce nel Mediterraneo.
Un corpo imprevedibile per estetica e passione, per le ombre affascinanti e le scintille palcoscenico di vita. In particolare, l’Università Federico II (via Mezzocannone 8) aderisce all’iniziativa aprendo al pubblico i centri di Scienze Naturali e Fisiche, oltre che proponendo visite guidate a cura dell’Associazione "Terramare" al Chiostro dei Francescani Osservanti; aperti anche il Museo del Mare con navigazioni virtuali e simulatori di manovra e osservazione della sfera celeste mediante telescopio, e a colorarsi di cultura comincia anche il Museo Archeologico e il Museo Diocesiano di Nola.
Media partner ufficiale dell’evento è "Instagramers Italia": basta cercare nel sito www.lanottedeimusei.it i musei che si desidera visitare, controllare orari e programmi e postare foto su instagram con l’hashtag #ndmigersitalia13, tutte le immagini verranno pubblicate in una pagina interamente dedicata al portale. All’interno di questo tessuto, il segno della notte dei Musei è una piccola traccia tra gli le iniziative che puntano a produrre effetti osmotici tra comunità ospitanti, visitatori e turisti, nell’ottica di promozioni non più legate alle sole occasioni del turismo "impegnativo" ma anche del turismo "leggero" e svagato, perchè si sa: la cultura non è solo quello che resta, quando si è dimenticato tutto.

