I metalmeccanici della Cgil chiedono la prima riunione nello stabilimento, dopo quasi quattro anni di allontanamento forzato dalle fabbriche del gruppo. Finora però Fiat e sindacati firmatari nicchiano.
Dopo la sentenza di luglio della Corte Costituzionale , che ha riaperto alla Fiom le porte delle fabbriche Fiat, i metalmeccanici della Cgil chiedono all’azienda la prima assemblea nello stabilimento di Pomigliano, la prima dopo tre anni e mezzo di estromissione forzata dall’impianto a causa della mancata sottoscrizione dell’accordo Panda. Ma c’è un ” giallo “: la Fiat non ha ancora risposto alla richiesta del sindacato di Maurizio Landini. Landini che in un primo momento, secondo indiscrezioni, sembrava fosse sul punto di andare a presiedere l’assemblea, chiesta per il prossimo 13 dicembre.
Ieri invece la Fiom di Napoli ha fatto sapere che venerdì al Giambattista Vico giungerà Michele De Palma, segretario nazionale del settore auto. Sempre ieri i metalmeccanici Cgil, riuniti a Pomigliano, in un salone comunale, hanno specificato di volere anche i cassintegrati nella fabbrica, tra sette giorni. Cassintegrati che sono tanti: circa 1400. L’iniziativa resta però in bilico. Ambienti vicini al Lingotto fanno sapere che la Fiat scioglierà la riserva lunedì. I sindacati firmatari dell’accordo Panda e del conseguente contratto specifico dell’auto avanzano dubbi. Al centro della questione c’è il monte ore a disposizione delle rsa nell’arco dell’anno per l’indizione delle assemblee.
Dieci ore in tutto che secondo alcuni sarebbero già state impegnate. “Mi pare – spiega Luigi Mercogliano, della segreteria nazionale Fismic per il settore auto – che il monte ore delle rsa sia stato già programmato”. “Ma se ce ne sono ancora ne hanno diritto”, aggiunge il sindacalista facendo riferimento ai metalmeccanici Cgil. Sul fronte, poi, della partecipazione dei cassintegrati le stesse fonti vicine all’azienda sostengono che “se la richiesta di assemblea è stilata in un certo modo le porte della fabbrica potranno essere aperte anche a loro”.
Intanto Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm, è scettico. “La Fiat – dice Sgambati – non ha mai concesso ai cassintegrati di partecipare alle assemblee, non bisogna illudere i lavoratori su questo”. Ma dal canto suo Maurizio Mascoli, della segreteria regionale Fiom, è sicuro: “Le ore a nostra disposizione ci sono per cui abbiamo diritto a tenere assemblea”. Non si sa come andrà a finire. Intanto sale di nuovo la tensione a Pomigliano e in tutto il comparto napoletano dell’auto, dove i cassintegrati sono oltre 2400, se si considerano anche i 316 addetti del reparto logistico Fiat di Nola e i 720 della Marelli di Poggioreale, entrambi impianti praticamente fermi.
Ci sono piccoli spiragli però. L’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, ha convocato per il prossimo 17 dicembre un vertice a Palazzo Santa Lucia con i sindacati, la Fiat-Marelli e con un’azienda fornitrice di Fiat, la Adler di Ottaviano, che aveva annunciato di voler contribuire al processo di ricollocazione dei cassintegrati. “E’ un piccolo passo avanti: dobbiamo procedere su questa strada”, commenta Peppe Raso, della segreteria Fismic. “Anche questa iniziativa – conclude Sgambati – è un pezzo dell’intesa con Fiat: la strada della ricollocazione sembra quella più percorribile”.





