Gli operai in cassa integrazione si riuniranno a Pomigliano. L’appuntamento è fissato alle 9.30 nel salone della Torre dell’Orologio. L’obiettivo è di pianificare iniziative di lotta. Intanto Marchionne dichiara: “Fabbrica Italia superata”.
Mentre l’amministratore delegato, di fronte ai fallimentari risultati di mercato, confessa che il piano Fabbrica Italia «è ormai superato», si riuniscono gli stati generali dei cassintegrati Fiat. É stato fissato a martedì mattina, nel salone della Torre dell’Orologio di Pomigliano, l’appuntamento per i circa 1800 operai che da mesi attendono invano il rientro sulla catena di montaggio della nuova Panda.
Tute blu che tra poco più di 300 giorni rischiano di finire senza soldi e senza posto se la nuova società, la FIP scaturita dal Marchionne pensiero, non li dovesse riassumere entro il luglio del 2013, data in cui scadrà la cassa integrazione per cessazione di attività. Ma l’incertezza sul futuro sta coinvolgendo anche gli altri circa mille cassintegrati Fiat finiti nel limbo della cosiddetta “ristrutturazione”, ammortizzatore sociale che in questo caso non presenta scadenze ben definite. Molta di questa manodopera in cassa straordinaria proviene infatti dagli impianti ex Ergom, cioè dall’indotto delle plance e dei serbatoi che da un pezzo non produce più niente. Dunque, l’assenza di prospettive sta risultando l’unico segnale, davvero negativo, che sta mettendo in fibrillazione il settore regionale della produzione automobilistica.
A ciò bisogna aggiungere la più che preoccupante situazione in cui versa il mercato dell’auto, in particolare quello nazionale, praticamente in ginocchio. Una tendenza che sta trascinando nella palude della stagnazione anche la nuova Panda, l’utilitaria fino a poco tempo fa considerata la speranza di riscatto dell’intera industria campana. Intanto le tensioni crescono e a mitigarle non sono bastate le voci relative ad ancora lontane ipotesi di una seconda vettura da produrre in quel di Pomigliano. Il prologo degli stati generali organizzati per la prossima settimana c’è stato venerdi scorso, quando un gruppo di operai in cassa integrazione si è riunito davanti ai cancelli della fabbrica, per la prima volta, dopo tanti mesi di allontanamento dalle produzioni.
L’iniziativa, alla fine risultata quasi simbolica a causa della scarsa partecipazione registrata, era stata a lungo ostacolata da uno scetticismo spesso alimentato da fattori non propriamente sindacali. Ora però i cassintegrati vogliono fare sul serio, vogliono uscire allo scoperto. L’obiettivo, secondo gli organizzatori dell’assemblea cittadina, è di stilare un programma di lotta. Commenti che lasciano intravedere un prossimo autunno caldo di Fiat e non solo, sull’onda lunga di un’estate torrida segnata dai casi Ilva ed Alcoa.

