Il Lingotto amplia la gamma dell’utilitaria con una versione concepita per un listino inferiore ai diecimila euro.
Qualcuno l’ha già chiamata Panda “Light”, per indicare una versione meno accessoriata del modello attualmente in vendita a circa 13mila euro, nelle sue varie dotazioni a benzina e ibrida, metano e gpl. La Panda “Light”, vettura da produrre non appena l’operazione societaria andrà a buon fine, è una versione che conserva gli standard di sicurezza “tradizionali”, come l’abs, gli airbag, i ripartitori di frenata. Gli allestimenti previsti per questa versione popolare dovranno essere sprovvisti di aria condizionata e di alzavetri elettrici su tutte le portiere. Probabile anche un servosterzo limitato grazie al peso leggero della macchina. Possibile pure l’eliminazione di poggiatesta posteriore e del kit per fumatori.
La dotazione di cerchi in acciaio, finora limitata, subentra a quella in lega. Regolazione manuale, invece che elettrica, degli specchietti laterali. Niente vernice metallizzata e motore base a benzina, twinair, aspirato, 65 cavalli, da 900 di cilindrata. In effetti una versione molto simile a quella descritta è già è in produzione ed è in vendita nel mercato dell’est europeo e in quello africano. Con quest’ampliamento di gamma l’azienda conta di far scendere drasticamente i prezzi sotto quota diecimila euro. Si tratterebbe sostanzialmente di una Panda praticamente uguale al modello base sotto il profilo stilistico. Le differenze sono riscontrabili più che altro nella motorizzazione, con un propulsore un po’ più rumoroso, e negli accessori, più limitati.
Restano però immutati i pregi di fondo: consumi molto ridotti, circa venti chilometri con un litro di benzina, un abitacolo molto ampio e un comfort complessivo di guida parecchio accentuato. “ Nei programmi della Fiat è prevista anche un versione ibrida della Panda, a trazione elettrica e diesel – fa notare Gerardo Giannone, operaio a Pomigliano, presidente dell’associazione locale “Classe Operaia”, che ha sostenuto l’accordo Panda e lo sviluppo industriale di Pomigliano – inoltre qui – aggiunge Giannone – c’è molta attesa per la questione del completamento dell’accordo Fiat-Mazda.
C’è un memorandum, risalente al 23 maggio 2012, sottoscritto dal Lingotto e dalla casa giapponese, che vincola la Fiat e l’azienda nipponica alla produzione di uno spider Alfa Romeo in Giappone e di un’utilitaria Mazda in Italia. Ho molta fiducia – la speranza di Giannone – circa l’affidabilità industriale di Pomigliano e della sua classe operaia: abbiamo preso il premio di miglior stabilimento manifatturiero europeo per cui questo ci fa pensare che potremmo anche avere produzioni diversificate, come quelle della componentistica Chrysler ”.
(Fonte Foto:Rete Internet)

