La querela del Lingotto contro il segretario di Rifondazione sarà valutata alla fine del prossimo mese dal tribunale di Nola.
Il gip Campoli aveva fissato l’udienza alla scorsa settimana. Udienza che però è slittata a venerdì 28 febbraio. Un iter giudiziario all’insegna delle tensioni. Il pubblico ministero Barela aveva infatti chiesto l’archiviazione della querela firmata dai responsabili della Fiat.
Fiat che però si è opposta all’archiviazione. A questo punto, dunque, il gip dovrà valutare se accogliere o meno l’opposizione dell’azienda. “La Fiat non aveva mai riservato un trattamento del genere a un segretario nazionale di partito”, aveva commentato, alla notizia dell’opposizione all’archiviazione, Paolo Ferrero. Il conflitto giudiziario tra il Lingotto e il dirigente di Rifondazione è scaturito da una dichiarazione dello stesso segretario rilasciata alla stampa nel novembre del 2012, davanti ai cancelli della fabbrica automobilistica di Pomigliano, cioè in piena tenzone tra la Fiom e l’azienda torinese.
“I capi non fanno scioperare gli operai usando atteggiamenti mafiosi”. Immediata la replica da Torino: “Queste sono frasi gravemente lesive dell’immagine di un’impresa che nulla ha da spartire con le parole pronunciate dal segretario Ferrero”. Quindi il contenzioso giudiziario. Che il gip Campoli ora è chiamato a giudicare.
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