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Fiat, cambio della guardia a Pomigliano

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Garofalo cede la direzione della fabbrica a Figliuolo, già capo del montaggio. Il passaggio del testimone sullo sfondo delle assemblee sindacali di ieri.

Cambio della guardia nella Fiat di Pomigliano. Sebastiano Garofalo lascia la direzione dello stabilimento automobilistico a Giuseppe Figliuolo, 40 anni, lucano, ingegnere. Figliuolo è stato per diverso tempo a capo del reparto montaggio dell’impianto. Garofalo, siciliano, andrà invece a dirigere lo stabilimento di Melfi, dove a dicembre sono sati annunciati nuovi investimenti. Garofalo era tornato nel 2006 alla direzione di Pomigliano, dopo dieci anni di assenza dall’impianto partenopeo, trascorsi negli stabilimenti di Mirafiori e di Termini Imerese, fabbrica, quest’ultima, ormai chiusa. Al suo ritorno il dirigente si è trovato a fronteggiare tensioni all’ordine del giorno, dagli scioperi interni ai cortei e ai picchetti.

Proteste come quelle del 2008 contro il Wcm, il nuovo sistema di lavoro adottato dalla Fiat. Tensioni fortissime al termine delle quali 316 operai, per lo più attivisti sindacali, furono esternalizzati nel nuovo impianto logistico di Nola, per poi finire in cassa integrazione. Nel frattempo il dirigente siciliano conserverà la carica di amministratore delegato della Fip, la newco che negli ultimi due anni ha dato il via allo stravolgimento delle relazioni sindacali italiane, al superamento del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici e alla cacciata della Fiom da tutte le fabbriche del gruppo. “Rivolgiamo i più sentiti auguri di buon lavoro al nuovo direttore Giuseppe Figliuolo – il messaggio di Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – la cui estrema professionalità è sempre stata riconosciuta da tutti”.

Ieri Mercogliano ha tenuto nella newco le assemblee operaie indette da Fim, Uilm, Fismic e Ugl per discutere il momento che sta vivendo il settore automobilistico, campano e nazionale. “Siamo convinti che il contratto si chiuderà al più presto – racconta il dirigente Fismic – ma per quanto riguarda i licenziamenti abbiamo tutti ribadito il nostro secco no. Circa l’indotto ex Ergom – conclude Mercogliano – se dalla riunione del 21 in Regione non scaturirà niente daremo il via a iniziative di lotta”. La situazione a Pomigliano è incandescente. Ieri decine di cassintegrati Fiat si sono recati nelle sedi napoletane di Fim, Fiom e Uilm per sollecitare il rientro al lavoro.

“La Fiat rispetti gli impegni”, il comunicato di Fim e Uilm. “Contratti di solidarietà”,scrive, invece, la Fiom. Intanto, lunedi, ultimo incontro tra Fiat e sindacati firmatari sulla questione dei 19 licenziamenti, decisi dalla Fiat dopo la sentenza del tribunale di Roma che ha ordinato l’assunzione nella newco di 145 cassintegrati iscritti alla Fiom.

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