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Fiat, a Pomigliano contestata la Festa de L’Unità

Picchetto di operai cassintegrati e di studenti davanti al nastro inaugurale. Apertura ritardata per diversi minuti. Rissa sventata tra manifestanti e sostenitori dell’ex sindaco Caiazzo.

I problemi alla Fiat di Pomigliano si stanno rovesciando sulla politica. Ieri alcuni operai cassintegrati del reparto logistico Fiat di Nola, aderenti al Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat, hanno contestato duramente l’inaugurazione della Festa de L’Unità di Pomigliano, la grande festa territoriale del Pd. Inaugurazione che è stata prorogata di vari minuti a causa della persistenza delle proteste.

“Caiazzo: sei anche tu La causa dei nostri problemi”, hanno gridato i manifestanti piazzati dietro uno striscione, a pochi centimetri dal palchetto dove l’ex sindaco della città ed ex consigliere regionale ha tentato di imbastire un discorso dal microfono. Un tentativo che si è rivelato inutile. Le urla e gli improperi hanno costretto gli organizzatori della festa ad affrettare il taglio del nastro. “Purtroppo ci impediscono di parlare”, l’amarezza dell’ex sindaco. A un certo punto si è temuto il peggio, quando cioè un paio di operai in attività, sostenitori di Michele Caiazzo, si sono avvicinati ai dimostranti ostentando un atteggiamento molto indispettito. L’accenno di rissa è stato sventato in tempo dai poliziotti e dai carabinieri presenti. Quindi Caiazzo ha dato il via al taglio del nastro, all’ingresso della vecchia stazione bonificata. Un momento, questo, applaudito da alcune decine di militanti e simpatizzanti del Pd.

“Vi rendete conto chi state seguendo? – hanno ancora urlato i dimostranti – state appoggiando chi ci ha portato a questo punto mentre stiamo morendo di cassa integrazione da quattro anni”. Intanto la mobilitazione sul fronte Fiat non si ferma. Ieri gli operai Fiat iscritti allo Slai Cobas, gli “autorganizzati” di Pomigliano guidati dagli ex dipendenti dello stabilimento Vittorio Granillo e Mara Malavenda, hanno tenuto una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Durante l’incontro con i giornalisti i militanti Slai hanno presentato un dossier in cui si trovano elencati i vari finanziamenti pubblici ricevuti dal Lingotto per lo stabilimento di Pomigliano. “Praticamente gliela abbiamo pagata noi la fabbrica, per cui devono restituircela”, il messaggio sostanziale lanciato dagli autorganizzati.

La conferenza stampa di Montecitorio è stata resa possibile dall’intervento di Luigi Di Maio, il deputato del Movimento Cinque Stelle che è anche uno dei quattro vicepresidenti della Camera. Ma alle porte di Pomigliano stanno premendo 1344 cassintegrati a zero ore dello stabilimento automobilistico, altri 720 della Marelli di Poggioreale, impianto dell’indotto collegato, e oltre 300 del reparto logistico di Nola. Gli addetti in attività per le produzioni Panda sono 3125. Qui ormai le tensioni sono all’ordine del giorno. Vicende tristi che hanno preceduto la manifestazione nazionale di stamane indetta dalla Fiom, a Roma, per protestare contro le politiche di Marchionne.

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