Dopo anni di silenzi Paolo Petrella, esponente di un gruppo di coltivatori acerrani spiega, dal suo punto di vista, i perchè del traffico di rifiuti nelle campagne.
“Qualcuno in passato ha visto, ma per dormire tranquillo non ha detto niente”. C’è voluto un
provvedimento più unico che raro della commissione regionale sull’ecomafia per far parlare in
modo più o meno chiaro Paolo Petrella, agricoltore della Terra dei Fuochi ed esponente
dell’associazione Ari.Amo, organismo che raduna una cinquantina di imprenditori agricoli.
Il provvedimento che sta facendo dire a Petrella cose che i coltivatori di queste parti non dicono mai porta la firma di Antonio Amato, presidente della commissione regionale di controllo sull’ecomafia e i siti inquinati. Amato ha chiesto ufficialmente al sindaco di Acerra , Raffaele Lettieri, di interdire le coltivazioni e la commercializzazione dei prodotti agricoli del bosco di Calabricito, area a nord est della città dell’inceneritore, un appezzamento di quasi sei chilometri quadrati zeppo di discariche abusive.
“Se Lettieri non farà niente rischia di incorrere in un’omissione, ma non credo che succederà”, avverte intanto il responsabile della commissione di controllo sui rifiuti. Ma i coltivatori sono sul piede di guerra. Affermano che Amato si stia basando su analisi vecchie e che quelle fatte di recente dal comune proverebbero la salubrità dei prodotti coltivati. “Siamo noi i primi a pretendere chiarezza – aggiunge Petrella – è importante fare luce sulla verità delle cose e per questo da tempo stiamo offrendo la nostra collaborazione”.
Una collaborazione che però è stata del tutto assente durante gli anni d’oro del traffico di rifiuti, quando i camorristi entravano nei terreni e vi scaricavano di tutto, magari pagando il silenzio degli stessi contadini, oppure facendo leva sul potere intimidatorio delle armi.
“Si, l’agricoltore ha le sue colpe – ammette Petrella – ma lui è solo un lavoratore che vuole coltivare il suo lotto di terra. Qualcuno in passato ha visto qualcosa – spiega ancora il rappresentante dei coltivatori – ma per dormire tranquillo non ha detto niente”. Nel frattempo lo scarico abusivo di rifiuti prosegue nelle terre avvelenate, sia pure a ritmo più ridotto. E sempre nel frattempo la sfiducia rimane intatta. ” Ma se io oggi informo le forze dell’ordine – si chiede l’esponente di Ari.Amo – poi la giustizia mi tutela ? La verità è che siamo soli, soli e abbandonati”.


