L’arrivo del segretario generale della Fiom è previsto per le dieci, al palazzo dell’Orologio.
Nell’ambito delle celebrazioni per la festa del lavoro il segretario generale del più grande e importante sindacato metalmeccanico tornerà nella tana del lupo, a Pomigliano, dove Marchionne ha fatto partire il piano con cui la Fiom è stata cacciata dalle più importanti fabbriche della Fiat. L’ultima volta che Maurizio Landini si è fatto vedere nella città delle fabbriche è stata in occasione della presentazione di un libro, l’11 febbraio scorso.
Secondo quanto riferito dagli attivisti locali della Fiom il segretario generale punterà il suo intervento sulla grave situazione produttiva e occupazionale in cui versa l’indotto nazionale della Fiat, i cui operai proprio qui sono scesi in piazza protestando in corteo, appena sabato scorso. Ma sono attesi anche giudizi sul governo Letta e in particolare circa la nomina a ministro dell’economia del direttore della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, e di quella del sindaco di Padova Flavio Zanonato ( Pd ) al dicastero del Lavoro. Da tempo Landini sta chiedendo una via istituzionale al diritto di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro anche da parte di quelle organizzazioni che dicono di no ai contratti che ritengono ingiusti.
L’unico punto di riferimento legislativo ormai rimasto a riguardo è l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, che garantisce questo diritto ai soli sindacati firmatari di contratto. Ma lo Statuto risale al 1970 e nel frattempo sono cambiate molte cose. Anche troppe.






