In occasione del suo cinquantesimo anniversario, la società Kimbo presenta “Bellebbuono. Napoli, improvvisamente”, una mostra per ricordare il felice legame tra il caffè e la città partenopea.
Dal 14 marzo 2013 è possibile visitare, presso Castel Sant’Elmo, a Napoli, la mostra “Bellebbuono. Napoli, improvvisamente”. Un’iniziativa che la società Kimbo, leader nel settore della produzione di caffè, ha promosso, in collaborazione con la Soprintendenza e il Polo Museale di Napoli, per celebrare i suoi 50 anni di carriera. Per omaggiare il rapporto maniacale tra la bevanda e i napoletani, sono stati raccolti testi letterari, canzoni e opere d’arte per far saggiare, a tutti gli organi sensoriali, il gusto e il piacere del caffè.
Attraverso oltre 40 opere, tra dipinti, disegni, porcellane, stampe e fotografie, provenienti da vari musei della Campania, sarà possibile scoprire Napoli “bellebbuono”, cioè all’improvviso, inaspettatamente. Scorci e vedute della città o scene di vita popolare ci appariranno infatti, di colpo, nei quadri di Giacinto Gigante, Aniello de Aloysio, Vincenzo Migliaro, Achille Vianelli, Giovanni Serritelli, Alceste Campriani e Carlo Brancaccio riuniti, per l’occasione, al castello. Tra questi maggiore attenzione meritano i dipinti appositamente spostati dai depositi dei musei, per i quali la mostra si presenta come una vera e propria première.
Per ricostruire la storia del caffè napoletano, inoltre, una sezione della mostra è dedicata ai servizi da caffè. Tazzine, caffettiere, zuccheriere e quant’altro aiuteranno a ripercorrere, nei secoli, la storia di una bevanda che a Napoli si circonda di un alone sacro. L’esposizione, arricchita anche da stampe ottocentesche che raffigurano gli antichi caffè di Napoli, si conclude infine con una serie di fotografie di artisti napoletani contemporanei.
Un modo per conoscere (e riconoscere) la città di Napoli nelle immagini e nei suoni in mostra. Un percorso sensoriale che onora il culto che i napoletani hanno fatto del caffè. Un rito a cui nessun partenopeo rinuncerebbe mai. Eduardo De Filippo, nella commedia Questi fantasmi, dal balcone di casa, spiegava al vicino il suo modo di prepararlo. “Quanto poco ci vuole per rendere felice un uomo”, concludeva. Ma la ricetta di Eduardo non è l’unica testimonianza dell’amore dei napoletani per questa bevanda. Tante le poesie e le canzoni che legano Napoli al caffè. Tra tutte, indimenticabile è ‘Na tazzulella ‘e cafè di Pino Daniele.
Si potrebbe dire che a Napoli i bar sono come i fori dell’antica Roma, un luogo di ritrovo dove discutere di tutto. “Bellebbuono. Napoli, improvvisamente” cerca quindi di ricostruire la storia della città senza dimenticare il valore che la bevanda, degustata da soli o in compagnia, ha per i napoletani, per cui l’incontro con il caffè è sacro. Come un caffè sospeso l’ingresso alla mostra è totalmente gratuito. L’evento è un’occasione per scoprire la magia di una città in cui, come diceva Ruggero Cappuccio, il pigliamoci il caffè dura mezza giornata.
(Fonte foto: Rete Internet)





