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“DA SUD. LE RADICI MERIDIONALI DELL’UNITÁ NAZIONALE”

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Inaugurata al Palazzo Reale di Napoli la mostra sui 150 anni di patriottismo in Italia Meridionale. Documenti, quadri e cimeli per ricordare tutto quello che “da Sud” è stato fatto per unire l”Italia.

Inserita nelle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità Nazionale, la mostra ripercorre la storia del Risorgimento italiano attraverso le vicende dell’Italia meridionale. Dalla Rivoluzione del 1799 ai moti del ’48, dalla spedizione dei Mille all’incontro a Teano, l’evento celebra il contributo del sud all’edificazione dello Stato Unitario.

“In una Italia tentata da seduzioni separatiste e in un Mezzogiorno attratto da nostalgie neoborboniche”, spiegano gli organizzatori, la mostra si propone di rivalutare “la forza morale e la concretezza storica che ebbe il patriottismo meridionale” e di mettere in luce il ruolo attivo che il Mezzogiorno ebbe nella realizzazione del progetto unitario. Un Mezzogiorno che volle l’Italia e fu determinante nel crearla. Un “Sud” che non fu preda passiva di conquiste “esterne”, ma protagonista principale delle vicende unitarie. Per circa settant’anni, sottolineano ancora gli organizzatori, intere generazioni di patrioti meridionali non rimasero impassibili di fronte ai sogni e alle speranze maturate nell’Italia dell’Ottocento, ma, l’una dopo l’altra, contribuirono a fare dell’Italia un unico stato.

Per far rivivere quei sentimenti e quegli ideali, la mostra, a cura di Luigi Mascilli Migliorini e Anna Villari, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità tecnica di Missione per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, in collaborazione con la Prefettura e il Comune di Napoli e la Fondazione Valenzi, propone un ampio ciclo di testimonianze storiche. Per capire cosa significò essere meridionali e patrioti nella prima metà dell’Ottocento, oltre alla tradizionale esposizione di opere d’arte e documenti del tempo, l’evento si avvale di supporti multimediali in grado di offrire, al pubblico odierno, un’esperienza visiva “moderna”, capace di rievocare, con i nuovi mezzi, un passato quanto mai “presente”.

Tanti i capolavori d’arte, provenienti dai musei e dalle gallerie di tutta Italia. Vere e proprie “Istantanee dal Risorgimento”, come l’“Ingresso di Vittorio Emanuele II a Napoli” (foto): una veduta di Piazza Plebiscito con il Palazzo Reale (luoghi simbolo della Napoli preunitaria e postunitaria), opera del grande Ippolito Caffi, pittore veneto e patriota garibaldino, morto nella battaglia di Lissa del 1866. Tanti gli artisti in esposizione. Tele che fanno riflettere, perché catturarono in esse le ambizioni di un popolo, prima ancora che meridionale o settentrionale, Italiano.

Infine, una ricca sezione, dedicata all’“Attività dei Prefetti nel Mezzogiorno” postunitario, invita a riflettere su quella “questione meridionale” che resta, ancora oggi, uno dei capitoli più oscuri della storia d’Italia. Una mostra che si presenta, quindi, come un mosaico di immagini che raccontano una storia scritta “da Sud”. “Non una storia minore né una storia di vinti, ma una delle pagine più alte ed efficaci del Risorgimento nazionale”.
(Fonte foto: Rete Internet)

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