Slitta di nuovo la decisione del Riesame sulle richieste di custodia cautelare. Le domande di arresto erano state inoltrate dal procuratore aggiunto Troncone nell’inchiesta sul crac della società di nettezza urbana.
E’ bastato un altro cavillo burocratico, un difetto di notifica, cioè una carta spedita al destinatario inesatto, per spingere il tribunale del Riesame di Nola a rinviare di altri due mesi la decisione sugli arresti dei politici e degli ex dirigenti della società pubblica di nettezza urbana affogata nei debiti. Qualche giorno fa è stata infatti rinviata al 14 marzo prossimo l’ udienza del tribunale sulla richiesta di custodia cautelare inoltrata a carico di otto tra politici ed ex dirigenti della Pomigliano Ambiente, l’azienda controllata dal comune ma naufragata in un clamoroso crac , tre anni fa. L’udienza è stata rinviata a causa di un difetto di notifica.
E’ la seconda volta che succede. Il primo rinvio c’era stato l’8 novembre scorso: discussione fissata per l’11 gennaio. Quindi, ancora uno slittamento, stavolta fino a marzo. Le richieste di custodia cautelare erano state firmate ad agosto dall’aggiunto della procura di Nola, il pubblico ministero Maria Antonietta Troncone. Ma il gip le aveva respinte. A settembre, poi, il pm è tornato all’attacco chiedendo il parere del Riesame. Parere che però tarda parecchio. Non si sa dunque se a questo punto sussistano o meno le esigenze cautelari, visto che la prossima udienza, sempre nel caso in cui venga discussa, si terrà ben otto mesi dopo la richiesta di custodia, ormai nota da un pezzo. Al centro dell’inchiesta del procuratore aggiunto Troncone c’è la sparizione di decine di milioni di euro dell’azienda che gestiva la raccolta dei rifiuti soldi urbani.
Le domande di custodia riguardano, tra gli altri, l’ex sindaco di Pomigliano, Antonio Della Ratta, del Pd, l’ex segretario provinciale del Pds, Benito Visca, e un ex assessore del centrosinistra, sempre del comune di Pomigliano, Monica Andrè. Per Benito Visca, Antonio De Falco, detto “Ninì”, ingegnere della Pomigliano Ambiente, e Cosimo Basile, ex componente di staff del Comune, la richiesta di custodia cautelare è relativa agli incarichi da dirigente della Pomigliano Ambiente ricoperti nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009. L’ex sindaco Della Ratta è invece sotto accusa in quanto ritenuto responsabile delle scelte nella conduzione aziendale della società. Monica Andrè, ex esponente della giunta di centrosinistra che ha governato Pomigliano dal 2000 al 2005, è invece sotto inchiesta come componente del collegio sindacale delegato al controllo delle attività finanziarie della società.
La richiesta di arresto riguarda anche altri tre componenti del collegio, nel periodo compreso tra il 2005 e il 2009: Gelsomino Pepicelli, Carmelo Galiano e Saverio Barone. Ma nell’inchiesta figurano indagate ancora sei persone. Si tratta di un altro revisore dei conti, Vincenzo Esposito, di Carlo Vitiello, Claudio Pulicati, Fausto Alberto Edoardo Galmarinio e Roberto Borriello, cioè i cinque funzionari di banca coinvolti nelle operazioni di concessione di crediti “pro soluto”, vale a dire di crediti milionari con rischio d’inadempienza da parte del debitore. Il procuratore Troncone sostiene che “i gravi indizi di colpevolezza acquisiti e il pericolo di inquinamento delle prove impongono il via libera agli arresti”. Però il tempo passa, inesorabile.

