Un veicolo militare è fermo in una strada senza uscita in Località Boscofangone. Eppure quella zona non è più interessata da scarichi e roghi illegali.
Da alcuni mesi un centinaio di militari sono impegnati in compiti di pattugliamento nell’operazione “Terra dei Fuochi”. Con dei veicoli leggeri in grado di percorrere le strade di campagna, hanno il compito di controllare il territorio che da circa vent’anni viene usato come discarica e come inceneritore da criminali senza scrupoli per liberarsi di milioni di tonnellate di scarti industriali prodotti dalle fabbriche della zona ma anche proveniente da altri distretti industriali, incluso il ricco nord.
Verso le 16 di lunedì 16 giugno un veicolo militare con la scritta ” Strade Sicure ” era parcheggiato in via Boscofangone alle spalle del complesso ALSTOM, dove vengono riparati i treni di Italo. Apparentemente sembra fermo in attesa di qualcosa, solo grazie al teleobbiettivo si riescono a scorgere alcune persone, sedute sui sedili anteriori e posteriori. Eppure questa zona da mesi non è più interessata da scarichi e roghi illegali anche perchè tutte le campagne sono coltivate con la presenza costante dei contadini, ma il deterrente maggiore sono le tante telecamere piazzate lungo il perimetro del Vulcano Buono e dell’ALSTOM che, collegate ad una centrale operativa, permettono l’intervento in tempo reale del personale di sicurezza. Giusto poche decine di metri avanti al furgone dei militari vi sono alcune telecamere che controllano il varco e un grosso deposito di tubi in ferro.
Facendo un giro veloce dell’area interessata è possibile notare che tutte le massicciate sono pulite, non vi sono nemmeno resti di incendi passati, solo alla fine della strada, quasi a Cimitile, vi sono cumuli di rifiuti urbani abbandonati da chissà quale emergenza. Eppure è storia che tutta la zona di Boscofangone è stata teatro per oltre trent’anni di sversamento illegale dei rifiuti. Molte le denunce anonime sui ritrovamenti di fusti abbandonati, rifiuti che spesso vengono in superficie nelle arie abbandonate dell’Interporto o della Zona ASI o lungo la massicciata della ferrovia. Mai un colpevole, mai una sentenza, solo dicerie.
Quindi cosa fanno dei militari in una strada senza uscita, controllata da telecamere gestite da privati? É un mistero.





