All’indomani dello scioglimento del civico consesso cittadino a seguito delle dimissioni (mai revocate) del sindaco Raffaele Arvonio. Caccavale, esprime la sua delusione.
E’un fiume in piena Giuseppe Caccavale, ormai ex consigliere comunale, nonché già sindaco ed esponente di spicco del Pdl di Cicciano, all’indomani dello scioglimento del civico consesso cittadino a seguito delle dimissioni (mai revocate) del sindaco Raffaele Arvonio. Caccavale manifesta tutta la sua delusione, come uomo e come politico impegnato da oltre un decennio per la Città. “Sin dall’inizio abbiamo creduto nella scelta di un giovane super partes per rinnovare la politica a Cicciano – tuona Caccavale -, purtroppo però, alla fine, quel giovane, nel quale un po’ tutti, ma soprattutto il sottoscritto, aveva riposto fiducia (mettendosi anche contro chi quel ruolo lo meritava per militanza, capacità ed operatività) è stato vittima del suo gruppo e di alcuni ‘consigliori’che non hanno niente a che vedere con la politica.
All’eterna conflittualità che Arvonio dichiara con la maggioranza – continua Caccavale -, in piena serenità rispondo che a rompere l’armonia cittadina e politica del paese è stato lui con una propria scelta di campo (Udc) dichiarata nel primo gruppo di maggioranza, minando la tranquillità di un accordo politico per il bene di Cicciano; scelta che non ha portato alla spartizione degli incarichi assessoriali con il manuale Cencelli (come vuol far credere), ma solo ad un confronto politico. Altra favola, la conflittualità con il sottoscritto; non c’è mai stata anzi, ho sempre dichiarato che se la mia presenza al Comune avesse creato condizioni di disagio, avrei potuto dall’esterno dare dei consigli per amministrare in quanto questo era l’impegno che avevamo con la Città.
Purtroppo alla luce dei fatti, in un anno e mezzo, il giovane Sindaco ha cambiato 10 assessori, 3 vice-sindaci e 5 segretari comunali (Vitale, Esposito, una a scavalco, Pizza e Balletta) non certamente per colpa del Pdl, ma, probabilmente per scelte legate al suo gruppo di appartenenza; alla fine fa male sentir dire che la maggioranza non gli aveva dato la possibilità nemmeno di scegliere la segretaria. Ritornando al manuale Cencelli – tuona Caccavale -, mi chiedo quali incarichi e consulenza sono stati fatti in quest’anno e mezzo se l’amministrazione in tutto hamesso in atto una decina di delibere di indirizzo navigando in un immobilismo cronico? Un Sindaco non si può permettere di lanciare accuse generiche dimettendosi tra l’altro senza un confronto serio in consiglio comunale, offendendo la Città, l’intera assemblea e persino se stesso, preannunciando le sue irrevocabili dimissioni in un ristorante alla presenza dei suoi amici e ‘consigliori’”.





