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martedì, Novembre 30, 2021

Cava tossica a Roccarainola: arriva l’interrogazione parlamentare

La questione Cava Papa arriva in Parlamento grazie alla sollecitazione del gruppo Rifiutarsi e al Comitato per la difesa dell’agro nolano.

Presentata dal deputato Massimiliano Manfredi un’interrogazione in Commissione Ambiente sulla questione di Cava Papa a Roccarainola, vera e propria emergenza ambientale ormai da oltre trent’anni. È quanto annunciano i membri dell’associazione “Rifiutarsi”, già da Maggio interessati all’emergenza, che hanno collaborato alla stesura del testo insieme al Comitato per la difesa dell’agro nolano.
Si tratta di una vera e propria discarica non autorizzata situata in località Difesa nel Comune di Roccarainola, dagli anni ’80 e fino al 2000 oggetto di continui sversamenti di rifiuti tossici e industriali. Dalle analisi eseguite sui materiali rinvenuti nell’area, così come riportato nel testo, sono emerse concentrazioni di metalli pesanti e quantità di idrocarburi aromatici nonché concentrazioni gassose di ammoniaca, monossido di carbonio, acetato di etile, xileni e di etilbenzene.

Anche l’acqua della falda, inoltre, risulta completamente inquinata: dalle analisi eseguite su campioni di acqua prelevate dai pozzi di Castel Fellino e presso il confine ovest della discarica è emersa la presenza di metalli pesanti e decomposti organici cancerogeni.
“La cosa più imbarazzante – dichiarano i membri di Rifiutarsi – è che su Cava Papa esiste una sentenza definitiva del Tribunale di Nola del 2008. Nella sentenza si parla di 500 mila metri cubi di solventi chimici, residui di fonderia, metalli pesanti e numerosi bidoni – che non si è riuscito a capire cosa contengano – presenti sul fondo della cava. Il problema è che l’avidità dei “soliti ignoti” li ha portati a scavare così in profondità da mettere in contatto il fondo della cava con la falda acquifera. Prova ne è un laghetto, dall’aspetto innocuo, che compare ogni anno verso maggio, per poi riscomparire verso settembre-ottobre”.

E, secondo quanto appurato dalle indagini della magistratura, non si tratta di un lago d’acqua piovana. Infatti, la superfice del lago è in costante movimento poiché in collegamento con la falda sotterranea. Il comune di Roccarainola si era offerto di bonificare il sito già nel 2006, ma ad oggi non è stata intrapresa alcuna azione di risanamento per mancanza di fondi, rinviando il compito della bonifica dell’area alla Regione Campania. Nel frattempo, la cava continua a rilasciare sostanze tossiche nell’acqua di falda in un’area che è intensamente abitata e coltivata.

Già il commissario di Governo per l’emergenza rifiuti, nel lontano 2007, dichiarò che «il sito in oggetto non è adatto ad essere utilizzato come discarica controllata e l’area in oggetto costituisce attualmente un sito fortemente inquinato che richiede un sollecito e radicale intervento di bonifica se non si vuole compromettere altre aree limitrofe e le falde della piana campana che hanno origine da massiccio carbonatico a monte della cava». Intervento di bonifica che fu sancito l’anno seguente da una sentenza del Tribunale di Nola in capo ai responsabili dell’inquinamento, i locatari dell’area, sebbene i reati ad essi ascritti siano caduti in prescrizione.

Proprio lo scorso Giungo il comune di Roccarainola ha invece comunicato l’impossibilità di svolgere qualsiasi attività di caratterizzazione e bonifica del sito per mancanza di fondi, chiedendo che l’opera sia realizzata dalla regione Campania; “ Ad oggi – si legge nell’interrogazione – ancora nessuna istituzione interessata sembra voler affrontare il problema della messa in sicurezza del sito che continua a scaricare in falda sostanze cancerogene nonostante anche le ripetute denunce pubbliche riprese dalla stampa locale e nazionale di attivisti ed associazioni, in particolare del gruppo Rifiutarsi. Al Ministro si richiede urgentemente di assumere ogni iniziativa di competenza, di concerto con la regione, affinché si possa procedere alle opere di bonifica e messa in sicurezza del sito”.
(fonte foto: associazione Rifiutarsi)

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