Arrestati gli assassini di Vincenzo Liguori

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I sindaci Giorgiano e Pinto: “Lo Stato c’è. Ringraziamo magistrati e forze dell’ordine, restiamo vicini alla famiglia”.

“Lo Stato c’è. La notizia dell’arresto degli assassini di Vincenzo Liguori, vittima innocente della ferocia della criminalità organizzata locale, ci riempie di soddisfazione. Finalmente giustizia è fatta ed auspichiamo che le responsabilità personali emergano velocemente e che altrettanto velocemente i colpevoli siano condannati. Ringraziamo magistratura e forze dell’ordine per il prezioso e serio lavoro che ha portato agli arresti ma in questo momento il nostro primo, affettuoso, pensiero va alla famiglia Liguori che con compostezza e dignità ha sopportato in questi mesi un dolore atroce che le notizie delle ultime ore non possono cancellare ma almeno contribuire a lenire.”

Lo dichiarano congiuntamente i sindaci Mimmo Giorgiano e Francesco Pinto, rispettivamente primi cittadini di San Giorgio a Cremano, dove Vincenzo Liguori fu ucciso da una pallottola vagante, e di Pollena Trocchia, dove risiede la famiglia del meccanico. Era il 13 gennaio 2011. Vincenzo Liguori, meccanico molto conosciuto sia a San Giorgio che a Pollena era nella sua officina a lavorare. Due uomini in sella ad una moto fecero fuoco all’improvviso contro un pregiudicato della zona ed un proiettile colpì l’incolpevole Liguori, strappandolo alla vita. Si trattava della prima vittima innocente della criminalità nella storia della città di San Giorgio a Cremano. I funerali furono celebrati nei giorni seguenti nella “sua” Pollena Trocchia, dove era stato dichiarato il lutto cittadino, dal presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti, con la presenza sull’altare di numerosi sindaci e gonfaloni di Comuni dell’area vesuviana.

“Ci sono voluti quasi due anni – continuano Giorgiano e Pinto – ma i responsabili di quell’efferato delitto, che scuote ancora le nostre coscienze e che rappresenta una ferita aperta per i nostri territori, sono stati assicurati alla giustizia. La risposta dello Stato è stata chiara e decisa e questo è un ulteriore segnale che il Vesuviano non è una terra di nessuno in balìa della camorra: i cittadini devono continuare a fidarsi delle Istituzioni, perchè i Sindaci, le forze dell’ordine, i magistrati, non arretreranno nel loro quotidiano impegno neppure di un millimetro.”

Nelcorso delle indagini coordinate dalla DDA di Napoli, i carabinieri hanno identificato tre indagati, distinguendone l’affiliazione a due cartelli di appartenenza camorristica diversa, ed egemoni in differenti aree, in particolare due risultano affiliati al clan camorristico dei “Mazzarella”, operante nell’area orientale del capoluogo campano, e l’altro a servizio del gruppo “Troia”, operante a San Giorgio a Cremano, quali responsabili a vario titolo di quattro delitti tra i quali, quello di Vincenzo Liguori.

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