Associazioni, comitati, forze politiche, tutti uniti contro il progetto presentato da un gruppo di imprenditori condannati per traffico di rifiuti. Si tratta di un impianto di trattamento degli scarti chimici industriali.
Per stasera sarà affisso sui muri della città un manifesto a firma congiunta che riporterà un appello esplicito: no all’autorizzazione per l’impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi. Nel frattempo è ormai scattato il conto alla rovescia. La conferenza dei servizi istituita dalla Regione Campania deciderà giovedì 31 luglio. Nel tardo pomeriggio di ieri i comitati ambientalisti, le associazioni e alcune forze politiche del territorio si sono ritrovati nella sala dell’Umana accoglienza, centro storico di Acerra, a discutere il da farsi. Obiettivo: impedire l’ennesimo impianto a rischio per uno dei territori simbolo della Terra dei Fuochi.
Non a caso all’incontro ha partecipato, tra gli altri, il Coordinamento Comitato Fuochi. Ma c’erano anche le organizzazioni acerrane, le Donne del 29 agosto, le Guardie Ambientali, “i Volontari per Francesco ”, la famiglia di pastori Cannavacciuolo, l’associazione Osis, l’Endas. Folta la delegazione politica: Movimento Cinque Stelle, Fratelli d’Italia, Italia Vera, Acerra con Tsipras e Andrea Piatto, consigliere comunale nonché esponente di una delle più importanti compagini della maggioranza nell’assemblea cittadina, la formazione civica “Acerra è tua”. “Prendetevi l’impianto e andate via da questo paese ”, l’urlo sferzante del dottor Antonio Marfella, il ricercatore dell’Istituto nazionale dei tumori, il Pascale, che sta lottando per un ambiente sano.
“L’amministrazione comunale non darà nessuna autorizzazione all’Atr ”, la promessa di Piatto. Alla riunione hanno partecipato anche gli agricoltori dell’associazione Ari.Amo. La richiesta avanzata alla conferenza dei servizi regionale dalla società facente capo un gruppo di imprenditori condannati in primo grado per traffico di rifiuti tossici consiste nel realizzare un impianto di trattamento di 10 tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi e di 50 tonnellate al giorno di rifiuti non pericolosi. “ Sappiamo che l’impianto in questione presenta difformità urbanistiche e questo lo faremo presente nella conferenza dei servizi ”, ha aggiunto Piatto.
Un gruppo di ambientalisti aveva presentato alla procura della Repubblica di Nola, attraverso i carabinieri, una denuncia dettagliata sulla base di una deposizione processuale dei carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico, che al processo Carosello Ultimo Atto avevano fatto trascrivere così “ del materiale grigastro proveniente da Lenza Schiavone è stato scaricato dai camion in località Asi in un terreno ” di proprietà degli stessi imprenditori che ora chiedono il polo di trattamento dei rifiuti. ”. Dichiarazioni che però non sono state supportate o meno da prove specifiche in quanto nessuno ha fatto scavare nello spazio sospettato dai militari. “Ecco perché lo avevamo denunciato, sette mesi fa, ma la magistratura non ci ha ascoltato”, lamenta il giovane ecologista Alessandro Cannavacciuolo.



