Tre roghi tossici in pochi minuti. I piromani sono stati avvistati da un gruppo di militanti del Pd e da alcuni ambientalisti della zona.
Una Renault Clio scura con a bordo dei brutti ceffi. La vettura non appena viene avvistata dagli ambientalisti accorsi sul posto schizza via, a tutta velocità. Fuga sospetta da una delle zone predilette dall’ecomafia: l’area d’insediamento produttivo di Acerra, spazio immenso che di insediamenti produttivi praticamente non ne ha visti e che con il passare degli anni è diventato una megadiscarica.
Ora questo grande sversatoio è anche un enorme inceneritore a cielo aperto. Ieri sera proprio qui è scattato l’allarme rosso: ci sono stati tre roghi simultanei, incendi appiccati nello spazio di pochi minuti. Quando i militanti del Partito Democratico di Acerra, segretaria Paola Montesarchio in testa, attirati dalle colonne di fumo, sono giunti nel tentativo di stanare i colpevoli, non senza aver prima avvertito la polizia municipale, hanno fatto giusto in tempo a scorgere un’automobile, una Clio, che sfrecciava a tutta velocità verso l’uscita della cosiddetta area “pip”. “Qui non ci sono controlli, bisogna fare qualcosa – racconta Paola Montesarchio – loro vengono in questo spazio e indisturbati preparano i “lettini” di rifiuti, a cui poi danno fuoco”.
Parole benedette da Alessandro Cannavacciuolo, leader dell’ambientalismo locale, giunto sul posto insieme ad altri ecologisti della zona. I democrat acerrani sono nel frattempo molto impegnati su questo delicato fronte. Ieri nella zona dei roghi c’erano anche Pasquale Marangio, del direttivo cittadino Pd, e il consigliere comunale Giovanni Colantuono. Alessandro Cannavacciuolo intanto ha scattato le foto degli ammassi di rifiuti che vengono predisposti per poi essere incendiati in quest’area, nell’immediata periferia occidentale di Acerra, a poca distanza dal centro commerciale Le Porte di Napoli. “Ecco , guardate – indica Alessandro – si notano benissimo gli scarti che vengono bruciati: amianto, rifiuti dell’edilizia, scorie industriali”.





