La piattaforma di petizioni on line, Change.org, ha raccolto migliaia di sottoscrizioni per il giovane Alessandro Cannavacciuolo, in lotta contro l’ecomafia e più volte minacciato. Obiettivo: dare al coraggioso ambientalista una scorta di polizia.
E’ stata una nota attivista napoletana del Movimento Cinque Stelle, Marì Muscarà, a scrivere la petizione che la piattaforma internazionale Change.org ha lanciato nel web. Grazie a un sofisticato software, che rende molto difficili le falsificazioni, la società privata con scopo sociale, che ha sede in America e basi in tutto il mondo, ha raccolto 5986 sottoscrizioni per una scorta da assegnare ad Alessandro Cannavacciuolo, il giovane ambientalista della difficile e tossica Acerra che si sta battendo contro un gruppo ramificato di inquinatori, appena condannati dal tribunale per traffico illecito di rifiuti. La petizione è stata inviata al ministro degli Interni, Rosanna Cancellieri, al presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, e al sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri.
In poco tempo migliaia di persone hanno voluto lasciare un segno di solidarietà nel web. E secondo quanto riferito da Elisa Finocchiaro, “campaigner” di Change, che in Italia ha sede a Roma, qualche risultato sarebbe stato conseguito. “ Ho contattato il Viminale: mi hanno risposto che hanno aperto un fascicolo per riconoscere ad Alessandro la scorta ”, fa sapere Elisa. A ogni modo le forze territoriali di polizia escludono, almeno per il momento, l’avvio di una procedura del genere. Alessandro Cannavacciuolo è sotto la sorveglianza del commissariato di Acerra dallo scorso autunno. Le volanti controllano i suoi spostamenti, casa sua, il negozio di famiglia, una pasticceria, che alcuni mesi fa è stata danneggiata da un atto mirato. Nella notte i soliti ignoti hanno incollato le saracinesche dell’esercizio con del potente silicone di colore rosso.
Prima e dopo lo studente universitario, figlio di pastori il cui gregge fu sterminato dalla diossina, ha subito una serie di telefonate minatorie che la polizia ha giudicato preoccupanti. Intanto non c’è giorno in cui il coraggioso ragazzo non si rechi in procura, alle stazioni dei carabinieri o in commissariato a denunciare sospetti abusi, sversamenti di rifiuti, prepotenze, malversazioni e intrallazzi vari che da queste parti più che altrove in Italia sono regola consolidata. Insomma Alessandro è uno di quei pochi impavidi che ci mette la faccia in un grande territorio degradato e molto popolato, il triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano. “ E’ più forte di me: questo sistema schifoso dovrà pur cambiare ”: grande energia per un inguaribile ottimismo.

