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A Volla la politica locale è in continuo fermento

La storia dell’amministrazione Guadagno continua ad arricchirsi di colpi di scena.

Nel corso del consiglio comunale dello scorso 15 ottobre il Borgomastro riceve il voto sfavorevole di quattro consiglieri di maggioranza in due punti all’ordine del giorno e fa ritirare dal suo assessore il Bilancio di Previsione del 2014, perché altrimenti la sua amministrazione sarebbe andrebbe a casa, e accusa i quattro consiglieri “dissidenti” di alto tradimento.

Il giorno dopo, il 16 ottobre 2014, il sindaco protocolla le sue “irrevocabili” dimissioni. Poi, con una conferenza stampa, spiega le sue motivazioni politiche. Qualche tempo dopo, precisamente il 19 ottobre, i dissidenti pubblicamente, attraverso un comunicato e un manifesto, spiegano le motivazioni del voto contrario e le loro contrarietà alle modalità della gestione Guadagno. Il 22 ottobre, invece, uno dei consiglieri dissidenti, Ivan Aprea, il primo degli eletti nella lista civica “Verso il Futuro”, espressione dei fedelissimi del Borgomastro, nonché suo ex scudiero, protocolla le dimissioni, motivando la scelta con la significativa espressione che la macchina del fango si è abbattuta su di lui e sulla sua famiglia.

L’altro ieri si è svolto, invece, il consiglio comunale monotematico, dove si discute delle dimissioni del borgomastro. Ma, prima c’è da surrogare il neo consigliere della lista civica, Rosario Raciti, che dichiara: “Non sono fiero di come sono entrato in consiglio comunale. Dopo dimissioni avvenute per tante nefandezze accadute”. Ma, intanto prende il posto fisico e politico del dimissionario Aprea. Poi, dopo che da più parti sono giunti auguri di proficuo lavoro per il neo entrato e testimonianze di solidarietà per il fuoriuscito Aprea, è entrato in scena il Borgomastro. Guadagno si è difeso, attaccando.

Ancora una volta ha avocato alla sua amministrazione il merito delle “tante cose” fatte, propinando il suo “solito, lungo e parziale” elenco, contenente soprattutto tanti progetti in itinere, in uno stadio naturale di avanzamento e non certo per meriti ultimi. Tra l’altro, ha anche esposto alcune questioni, e cose non fatte, dal suo punto di vista non proprio condivisibile, come ad esempio quella di Via Palazziello. Il sindaco ha proseguito: “Per il bene della mia città non ho ceduto a tante lusinghe e prometto di far passare la crisi azzerando la giunta comunale” ed ha invitato i suoi ad andare avanti nella legislatura. Quindi, in altre parole, politicamente è come se avesse già “ritirato” le sue dimissioni. Poi, in uno slancio d’impeto, si è riproposto per il futuro governo del paese, anche se non ha chiarito bene con quale partito o coalizione.

Al di là dei soliti interventi, quello “difensivo, malinconico e noioso” del borgomastro, quelli “dovuti” dei resti della maggioranza e quelli “soliti”, dell’opposizione “ufficiale”, molto significativi e incerti per le scelte future sono stati quelli dei consiglieri dell’opposizione “interna”, cioè di Buonocore e Petrone. La Pasionaria Buonocore con un “Non ci prendiamo le colpe ratificando scelte fatte da tre persone in una stanza”, ha spiegato i motivi del dissenso e del suo voto contrario “nel mancato coinvolgimento in fase preparatoria del bilancio” e ha attaccato il “metodo utilizzato dal sindaco”.

Luigi Petrone prima ha ironizzato “Mentre ascoltavo il sindaco parlare, per un attimo ho pensato di essere in Svezia”, poi ha ribadito il concetto di non sentirsi parte attiva della maggioranza soprattutto nelle scelte e nella partecipazione con un laconico: “Io dove sto?”, ed infine con “Qual è la tua maggioranza?”, ha chiesto se l’appello a votare il bilancio fatto dal borgomastro era rivolto ai “traditori” o addirittura alla minoranza. Infine, il capogruppo del PD, Domenico Viola, anche lui per il bene del paese, annunciando “con un po’ di anticipo” il voto favorevole del suo partito al bilancio nel corso del prossimo consiglio comunale, ha fatto un appello a tutte le forze politiche che vogliono contribuire al governo della città, a farlo, senza aspettare il futuro con le sue nuove e, magari, diverse o più ampie alleanze.

Non resta, indi, che aspettare il 27 (prima convocazione) o il 28 ottobre (seconda convocazione) per sapere se la prossima sarà solo la fine dell’amministrazione del borgomastro Guadagno oppure se sarà solo la fine del primo tempo e ai Vollesi tocca ancora assistere al secondo tempo. Tutto questo, “traditori” e “neo consigliere” permettendo.

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