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Le vicende di Somma Vesuviana, relative alle celebrazioni del 25 Aprile, sono l”emblema dell”insipienza della politica. Ma ormai è tutta l”Italia che va così: “Meno sai più sei”.

Caro Direttore,
ho seguito, attraverso il tuo giornale on line e la stampa quotidiana dell”ultima settimana, le vicende dell”anniversario della Liberazione nella tua città, Somma Vesuviana. Certo, negli ultimi anni non ve ne va bene una. Riuscite a conquistare le pagine nazionali perchè cancellate “Piazza Francesco De Martino” e la restituite –con grande senso storico- a “Vittorio Emanuele III” (sì, quello delle leggi razziali!); ricevete in comune qualche discendente dei Savoia (la cosa accadde, in verità, prima che Filiberto cantasse a Sanremo) e, per il 25 aprile 2010, pubblicate un manifesto con gladio e fasci di inequivocabile fattura fascista (pare si tratti del frontespizio di un libretto di pensione del 1942)!

Insomma, per celebrare l”anniversario della Liberazione, avete rispolverato gli emblemi fascisti (oltre alle solite parole del vostro sindaco, che è un vero ignorante di storia!). Devo, aggiungere, per amor di verità, che spigolando tra i commenti all”articolo –pubblicato sul Mediano.it- sul manifesto del giorno della Liberazione, mi è sembrato di capire che l”intera colpa non è dell”amministrazione in carica e del suo capo, ma di un sedicente responsabile dell”archivio storico di Somma Vesuviana.

Dalle nostre parti si sa come vanno queste cose. Senza sacrifici personali, senza cultura e senza gavetta, molti aspirano ad occupare cariche ed incarichi dirigenziali anche in assenza di minimi requisiti. Accade, poi, che il potere politico, sempre più ignorante e superficiale, pur di guadagnare consensi, elargisca a piene mani (o accetti le autocandidature per) responsabilità alte da destinare a irresponsabili bassi. Così, ogni tanto, qualcuno, con improntitudine, si inventa responsabile di un bene architettonico, di un archivio, di un comitato o di una banda di musica. E, fatto ancora più eclatante, chiede (ed ottiene) che una delibera di giunta (in consiglio avrebbe più ostacoli da superare!) ne legittimi la responsabilità ed il riconoscimento pubblico di “esperto, per chiara fama”!

Non ti preoccupare, Direttore, è tutto il Paese Italia, che, ormai, va così. Cioè, va nel senso che “meno sai più sei”. Più sei ignorante e meno ti poni problemi, ti assalgono dubbi, ti macerano pensieri. E, naturalmente, puoi fare una splendida carriera.

“Piuttosto che cercarselo, il lavoro è meglio ereditarlo. Dopo i fiumi di inchiostro sui docenti universitari che spartiscono le cattedre tra figli, mogli e fidanzate, sui primari attenti a sceglier eredi il cui nome somigli al loro, sui figli dei notai che fanno i notai, sui figli dei dentisti che fanno i dentisti, sui figli dei farmacisti che fanno i farmacisti, persino il traballante e per certi aspetti imbelle governo Prodi ha tentato di scuotersi:ha predisposto una serie di misure per liberalizzare alcune professioni e servizi:Poi è arrivato il centrodestra. Che si è dato come priorità cancellare le poche cose buone fatte dal centrosinistra. Ha strizzato l”occhio agli evasori e si è adoperato per soddisfare le corporazioni. “, (Aldo Cazzullo, “L”Italia de noantri”, Mondadori, 2009).

La scuola, ecco! Certo, c”è sempre la scuola, che può sopperire allo sfascio. O, forse, è meglio dire che potrebbe sopperire. E sì, perchè la stessa scuola è allo sfascio. Per il prossimo anno scolastico, come ben sai, va avanti il piano dei tagli agli organici. Altri ventiduemila posti di insegnanti saltano, insieme a circa quindicimila posti Ata. Il tanto decantato insegnamento della lingua inglese, poi, alle elementari, è affidato al maestro della classe, anche senza specifica competenza (cioè, completamente ignorante in lingua straniera), previa un corso di riconversione di poche ore. Ma che fa? Chi se ne importa? Bisogna sfoltire, sfrondare, snellire, risparmiare; bisogna avere la mano del chirurgo: incidere senza pietà, per il bene dell”infermo. Magari!

Solo che l”infermo è un cittadino, che avrebbe diritto a stare bene, ad apprendere, ad avere un posto di lavoro (diritti sanciti dalla Carta Costituzionale!). E, invece, no! È condannato a vivere nella malattia, nella ignoranza, nella disoccupazione. Perchè chi vive nell”ignoranza può godere delle storie dell”Isola dei Famosi, può ritenere che la scuola sia un”inutile perdita di tempo, può vendere il proprio voto alle elezioni, può essere sempre più disponibile ad infoltire l”esercito dell”antistato.
Caro Direttore, l”alienazione è massima, come l”insoddisfazione di vivere in un paese e in un tempo sbagliato. Ma fa niente. Tra poco si spera che tutto cambierà e vivremo con rinnovato entusiasmo. Chi ci darà una mano, ancora non si sa. Però succederà. “Le rane, abituate a girare liberamente nei loro stagni, con grande chiasso domandarono a Giove un re che con la forza reprimesse la maniera sregolata di vivere. Il padre degli dei rise e diede loro un piccolo travicello. Che, appena gettato, atterrì con il suo tonfo e con il movimento improvviso dell”acqua la perfida genia:”, (Esopo).

E, quando avverrà, per pochi giorni tutti saremo felici e contenti, perchè una nuova classe dirigente soppianterà quella delle cariatidi. Poi, nostro malgrado, ci accorgeremo che nulla è cambiato e ci abitueremo all”indolenza, all”indifferenza, all”eccesso di egoismo. Sarà, come al solito, notte fonda.
Ma, dopo le tenebre, deve per forza spuntare il sole. I cattolici professanti diranno che è la mano di Dio; i materialisti diranno che l”intelligenza dell”uomo; i fatalisti diranno che si tratta del destino. Insomma, ciascuno dica ciò che pensa e crede. Importante è che sopravviva la speranza che qualcosa possa cambiare!
(Fonte foto: Rete Internet)