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17 anni, autista provetto e gambizzatore per conto del clan. Preso ragazzo del gruppo che domina la 219 di Pomigliano

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Un ragazzo di 17 anni che spara alle gambe di un debitore insolvente nel corso di un’irruzione nell’alloggio della vittima predestinata, di quasi dieci anni più grande di lui. Un ragazzo di 17 anni che spara dopo aver rivendicato un credito di 500 euro, una partita di droga non pagata, e che poco prima di fare fuoco “sequestra” uno scooter per punire il debitore insolvente. Dopo questo “sequestro” Massimo ( si tratta di un nome di fantasia) si è poi di nuovo recato a casa di Francesco Terracciano, 26 anni, in quel momento agli arresti domiciliari per spaccio di droga, col preciso intento di punirlo una seconda volta: gli ha scaricato sulle gambe la sua Beretta calibro 7 e 65. Un’azione violentissima che ha seminato il terrore tra i familiari della vittima e nell’intera palazzina del rione della ricostruzione di Pomigliano, teatro della vicenda. Non è finita. Quando Massimo ha fatto ritorno, pistola in pugno, nell’alloggio di Terracciano ha usato un’auto tutta sua per raggiungere l’appartamento di colui che avrebbe gambizzato di lì a poco. Si perché Massimo, anche se non può avere la patente in quanto ancora minorenne, guidava le macchine già da un bel pezzo, almeno stando a giudicare la sua dimestichezza nel manovrare la vettura utilizzata per la spedizione punitiva. Intanto Terracciano è stato operato dai chirurghi del Cardarelli. E’ fuori pericolo. Il 17enne è stato arrestato dai carabinieri. Ora si trova nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei in attesa che il tribunale dei minori prenda una qualche decisione sul suo conto. La pistola con cui ha sparato non è stata trovata. E’ sparita. Ma il destino di Massimo sembra già segnato da tempo. In base a una serie di indiscrezioni infatti il minorenne, già noto alle forze dell’ordine da anni, farebbe parte della famiglia che sta gestendo lo spaccio della droga nel rione della ricostruzione, il “Parco Partenope”. Un alveare degradato in cui si spaccia di tutto: marijuana, hashish, crack, eroina, cocaina. Un mercato dei veleni di ogni sorta che sta andando “alla grande”. Qui un giorno si e l’altro pure i carabinieri mettono a segno operazioni che ogni volta portano sistematicamente al sequestro di notevoli quantità di stupefacenti. Il problema è che però, nonostante i frequenti controlli, lo spaccio prosegue come se nulla fosse. Ed è così in tutte le piazze della zona: nella Cisternina e nella 219 della confinante Castello di Cisterna, nella 219 di Marigliano, in quella dell’altrettanto vicina Casalnuovo. Tutti ghetti abbandonati da sempre. L’unico piano di riqualificazione storicamente conosciuto nella zona è quello che interessò nel 2003 proprio il Parco Partenope di Pomigliano. Ma anche qui le carenze strutturali hanno di nuovo fatto capolino.

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