Sparatoria, resa di conti, per difendere e legittimare un atto vandalico, quello di “fare la pipì” all’interno di uno stand di frutta esotica prelibata, è così che un quarantasettenne uccide Giovanni Galluccio, 23 anni, e ferisce gravemente Giuseppe Sarracino di 34 anni.
A pochi giorni della sospensione di Lorenzo Diana dall’incarico di Presidente del C.A.A.N. (Centro Agro Alimentare di Napoli), per sospette infiltrazioni camorristiche, la struttura diventa teatro di una tragedia, consumata la mattina del 7 luglio 2015. Nel pomeriggio dello stesso giorno, ci apprestiamo per un sopralluogo, intorno alle 18,00, orario nel quale non è consentita la vendita al pubblico. Dopo aver attraversato la barriera che consente il controllo per regolarizzare i veicoli, raggiungiamo la galleria, luogo commerciale che solitamente tutta la notte è animata da migliaia di commercianti che comprano frutta e ortaggi da rivendere in gran parte della regione Campania e non solo.
A quest’ora tutto tace. Il luogo è quasi deserto è preannuncia qualcosa di triste. Nel grande capannone si respira un’aria maleodorante che non dà l’idea, o non fa immaginare il commercio di prodotti freschi appena colti e colorati. Anzi, il luogo sembra abbandonato, sporco e non curato, e della freschezza della frutta e della verdura neanche l’ombra. A ciò si aggiunge l’afa di caldo che impedisce di respirare. Proprio cosi, quel luogo è malinconico, triste. Ha il volto della tragedia che da poche ore si è consumata. All’interno di questa struttura, del mercato ortofrutticolo del capoluogo campano che sorge sul territorio vollese, una sparatoria, un regolamento di conti a seguito di una lite, un morto ed un ferito molto grave.
Il tutto è accaduto martedì verso le 8,00 nello stand della ditta “California”, dei fratelli Galluccio, dedicato alla vendita di frutti esotici, prelibati e delicati. Entrambe le vittime sono state immediatamente trasportate al Loreto Mare a Napoli, ma per Giovanni Galluccio, 23enne di Giugliano incensurato, non c’è stato nulla da fare, è morto dopo pochi minuti all’arrivo in ospedale. L’altro ferito, Giuseppe Saracino, di 34 anni ed originario di Marano, anche lui incensurato, si trova in prognosi riservata dopo essere stato operato al fegato e al colon (Condizioni stazionarie, in lieve miglioramento). La tragedia avrebbe potuto recare ancora altro dolore se la pistola dell’omicida non si fosse inceppata, proprio mentre il giovane “assassino” provava ad inquadrare nel mirino anche il fratello di Giovanni Galluccio, ferito poi alla testa con il calcio della stessa pistola.
Pare che la tragedia sia nata tutta da una “pipì” che l’omicida avrebbe fatto la sera precedente nello stand “California”, ripreso appunto dai fratelli Galluccio e dal Saracino. Da qui una rissa, con il “barbaro” che avrebbe avuto la peggio. Poi, sembra che l’omicida, allontanandosi, abbia fatto il gesto della pistola con la mano dando appuntamento all’indomani mattina. E, incredibilmente, ha mantenuto la promessa, fermandosi solo a pistola inceppata. Poi, è scappato e l’ha lasciata cadere sul posto. I carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata, al comando del colonnello Antonio Petti, pare abbiano fermato di tre persone, individuate e portate in caserma, possibili responsabili della tragedia. Tra essi ci dovrebbe essere anche l’assassino. Si tratta di S.A, un 47enne residente a Giugliano, adesso in stato di fermo, chissà se consapevole di essere nell’errore e di aver compensato con la violenza.
Nel giro di pochi giorni, riflettori ancora accesi sul CAAN, che illuminano negativamente una struttura che nel progetto degli ideatori avrebbe dovuto essere un fiore all’occhiello del territorio Vollese, Napoletano e Campano, ma che invece ha avuto un passato tormentato, inquinato, corrotto e quasi fallimentare, un presente tragico e un futuro più che incerto.




