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Vendita Auchan Italia: al ministero Conad resta in silenzio. Forte timore sul futuro

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Di concreto c’è solo una data: il 20 giugno prossimo, quando Conad tornerà al tavolo del confronto per presentare il piano industriale. Almeno si spera. < Per il resto Conad non ha risposto a nulla e quindi siamo preoccupati >, ha detto oggi, dal megafono, Marco Marroni, della segreteria nazionale Uiltucs, il sindacato dei lavoratori del commercio, subito dopo il primo faccia a faccia tenuto al Ministero dello Sviluppo Economico con gli esponenti della cooperativa bolognese della grande distribuzione che ha rilevato gli ipermercati della francese Auchan e i suoi supermercati Simply e Sma dislocati in Italia. Sotto il ministero, davanti a una folla visibilmente scossa di lavoratori e lavoratrici, il sindacalista ha elencato tutti i timori di questa fase molto delicata nel settore della grande distribuzione nazionale. Basti pensare al recentissimo fallimento di Mercato Uno e al destino in certo dei suoi 1800 addetti. Una fase che sta coinvolgendo oltre ventimila lavoratori italiani della multinazionale francese Auchan impiegati in 58 ipermercati e 1842 supermercati. < Se la vendita di Auchan Italia a Conad è un trasferimento di ramo d’azienda – ha detto Marroni – allora c’è da sperare sul fronte contrattuale e occupazionale ma se è una brutale acquisizione e basta dovremo preoccuparci molto >. Dal canto loro gli esponenti di Conad giunti oggi al tavolo del Mise hanno fatto il gioco delle tre scimmie quando i sindacati li hanno incalzati con un raffica di domande che puntavano appunto sulle garanzie per i lavoratori Auchan. Non hanno risposto a nessuno degli interrogativi posti. Hanno detto solo che < devono studiare gli assetti di Auchan >. < Ma che cosa c’è da studiare ? Da un anno e mezzo sono in trattativa con Auchan e devono studiare ? Ma che dicono ? >, le frasi urlate dai lavoratori, a Roma. < Bisogna assolutamente evitare gli spezzatini >, ha avvertito ancora Marroni. Conad infatti non si presenta mai nella sua fase gestionale dei vari punti vendita come un’entità unica, una società, diciamo così, “classica”, una sola azienda. E’ piuttosto un’entità finanziaria composta da decine di piccole e medie imprese. Insomma, le speranze di garanzie occupazionali, salariali e contrattuali sono davvero ridotte al lumicino, già da subito. E il silenzio della Conad alimenta questo pessimismo. Per non  parlare poi degli ipermercati campani di Aucha. Sono quelli tra i più in passivo, complice la maggiore povertà del tessuto economico in cui sono ubicati. Qui, a Nola, Pompei, Mugnano e Giugliano sono circa 800 i lavoratori in ambasce. Un ipermercato campano è già stato venduto, alla locale Sole 365. E’ quello del centro commerciale Auchan di via Argine, a Napoli. A decine hanno deciso di dimettersi e lasciare per sempre il posto di lavoro.