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Veleni spagnoli

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Nel cimitero di Tarquinia c’è un’iscrizione funeraria che recita più o meno così: “Ed ora che mia suocera qui giace, lei non lo so, ma io riposo in pace”.

Una frase che racchiude secoli di ingiurie, maldicenze, occhiatacce e antipatie reciproche tra lei, la moglie, e l’altra, la madre di lui. Per la cronaca, nuora e suocera.

Potevano sfuggire i nobili a questa regola non scritta? Giammai! Lo hanno testimoniato davanti al mondo pochi giorni fa i reali di Spagna, con la giovane regina Letizia che tentava in tutti i modi di impedire alla suocera Sofia, di farsi una foto con le nipotine.

Poco c’è mancato che si menassero come due burine dei quartieri popolari, però se le son dette di tutti i colori, gli sguardi torvi e gli occhi infuocati hanno saputo raccontare più di mille parolacce reciproche.

E loro, i rispettivi mariti? Imbarazzati, impotenti e un po’ rincoglioniti si osservavano sperando che qualche saetta incenerisse le due streghette. Ma niente, la famigliola ha masticato amaro e l’ostilità tra le due era talmente ribollente che non sono state capaci nemmeno di fare buon viso a cattivo gioco. Immaginate cosa può essere successo allorquando i reali si sono ritirati nelle loro nobili dimore.

Anche i ricchi, i reali, i nobili, si odiano.