Veglia dei vescovi a Pomigliano: “Basta con i rifiuti, fate le bonifiche”

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Il circolo Laudato sì e don Peppino Gambardella hanno dato il via all’evento che in serata ha mobilitato il popolo della Terra dei Fuochi.

 

 

“Se questa terra potesse parlare urlando direbbe che non ce la fa più”. Il testo della canzone che ormai viene già considerata l’“inno” della Terra dei Fuochi è stato scritto in napoletano e probabilmente proprio per questo è risultato più efficace a chi ha avuto modo di ascoltarlo mentre lo cantava il suo autore, don Mimmo Iervolino, sacerdote di Pomigliano che insieme con don Peppino Gambardella e gli altri parroci del territorio ieri sera ha dato vita alla veglia di preghiera contro ogni forma d’inquinamento. Un segnale chiaro dovuto innanzitutto alla scelta della location per la veglia, che non è stata affatto casuale: il campo di rugby di Pomigliano, cioè proprio a pochi passi dal cantiere dell’impianto pubblico di compostaggio dei rifiuti organici. Qui due vescovi dell’area a nordest di Napoli, Francesco Marino, della diocesi di Nola, e Antonio Di Donna, diocesi di Acerra, hanno simbolicamente piantato alcuni alberi, un gesto che nel giorno voluto da papa Francesco per ricordare la difesa del Creato ha in qualche modo costituito il via libera della Chiesa alla campagna per “le bonifiche e contro ogni tipo d’insediamento di impianti per il trattamento dei rifiuti, contro i roghi tossici (che anche in questa infernale estate hanno tolto il sonno alla gente ) e contro le sempre presenti polveri sottili”, polveri che nel triangolo tra Pomigliano, Acerra e Nola fanno registrare ancora livelli da triste record regionale. C’è intanto aria di mobilitazione. Ieri c’ha pensato il circolo cattolico Laudato Si’ a chiamare a raccolta i fedeli, che hanno ascoltato i messaggi dei due vescovi insieme al sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, al presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi, e all’onorevole Antonio Del Monaco, della commissione bicamerale sulle ecomafie. “La decisione del sindaco della Città Metropolitana, Luigi de Magistris, di portare in provincia di Napoli i rifiuti di Roma è stata semplicemente una cosa folle, una follia che non è giustificata da nulla che abbia un senso”, lo strale lanciato da Di Donna contro il sindaco di Napoli. “Qui – ha aggiunto il vescovo di Acerra – non vogliamo più rifiuti, non vogliamo più nessun impianto. Non siamo la pattumiera d’Italia nella conurbazione Napoli-Caserta. Qui vogliamo solo le bonifiche, qui abbiamo diritto a un ambiente pulito, libero dai roghi tossici e dai rifiuti scaricati dall’economia sommersa. Per cui non è assolutamente accettabile che ci pongano davanti alla scelta “o l’economia sommersa o la morte per fame”. E’ ignobile e subdolo porre la questione in questo modo tanto ingiustamente semplicistico”. “Ci vuole un forte senso di responsabilità collettivo – ha poi dichiarato monsignor Marino – e quindi rivolgo un appello alle istituzioni affinché agiscano concretamente per migliorare le condizioni di questi territori messi in pericolo dall’inquinamento”. .